“Ho sempre saputo che Alberto era innocente, ma ho scelto il silenzio. Ho visto la mia vita andare in frantumi, la mia famiglia non c’era più”: la lettera della madre di Stasi a “Verità Nascoste”
“Io ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità“. A distanza di anni dalla condanna definitiva del figlio Alberto Stasi per l’omicidio di Garlasco, Elisabetta Ligabò rompe il silenzio. Lo fa attraverso una lunga lettera affidata a “Verità Nascoste”, il programma d’inchiesta condotto da Milo Infante nella prima serata di Retequattro. Nel testo, la donna ripercorre con estrema lucidità le tappe che hanno disgregato il suo nucleo familiare, affrontando il tema dello stigma sociale, la perdita del marito, la detenzione del figlio e il ricordo di Chiara Poggi.
La lettera si apre con la constatazione di un trauma impossibile da archiviare. “Ci sono cose che il tempo non riesce a portare via”, esordisce Ligabò. “Gli anni passano, la vita va avanti, ma certe vicende restano sempre con te. Entrano nei tuoi pensieri e ti accompagnano ogni giorno, anche quando cerchi di occuparti delle cose normali della vita”.
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