Nuovo scandalo al processo Maradona, validità a rischio

Una delle cartelle cliniche usate nella perizia degli esperti dell'accusa nel secondo processo sulla morte di Diego Armando Maradona in corso di svolgimento a Buenos Aires apparterrebbe al padre del calciatore.
Questo il sorprendente dato emerso nell'ultima udienza del giudizio e che potrebbe mettere a rischio nuovamente la validità dell'intero dibattimento. "È una situazione talmente senza precedenti e scandalosa che è impossibile sapere cosa fare", ha affermato Francisco Oneto, avvocato del principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque, secondo quanto riporta il portale Infobae.
A quattro mesi dall'inizio del nuovo processo - annullato nel 2025 dopo la scoperta che l'ex giudice Julieta Makintach stava filmando di nascosto un documentario durante le udienze - il procedimento orale rischia quindi nuovamente di essere dichiarato nullo. La perizia, dopo aver analizzato l'intero fascicolo, comprese le cartelle cliniche e gli esami di Maradona, aveva concluso che l'ex campione del mondo di calcio non è stato curato adeguatamente in relazione al suo quadro clinico e che la sua morte si sarebbe quindi potuta evitare.
Maradona è morto il 25 novembre 2020 mentre si riprendeva da una delicata operazione alla testa per la rimozione di un ematoma subdurale. L'autopsia ha stabilito che il decesso è avvenuto per un edema acuto polmonare secondario a un'insufficienza cardiaca inserita in un contesto di cardiomiopatia dilatativa. Nel processo sono imputati otto tra medici, infermieri e operatori sanitari che lo avevano in cura durante la degenza. Tra questi il neurochirurgo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale.
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