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Saturday, November 7, 2026

Axios, Vance lavora per un nuovo cessate il fuoco e ripresa dei negoziati con l'Iran

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Axios, Vance lavora per nuovo cessate il fuoco e ripresa dei negoziati

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha trascorso le ultime due settimane impegnato personalmente in colloqui indiretti con l'Iran volti a
raggiungere un nuovo cessate il fuoco e a riprendere i negoziati sul nucleare. Lo riferisce Axios citando due fonti a conoscenza dei fatti.

Il forte coinvolgimento di Vance - spiega la testata Usa - dimostra che si sta assumendo la responsabilità di far uscire gli Stati Uniti da un conflitto che ha ritenuto responsabile delle clamorose sconfitte subite dal Partito Repubblicano nelle elezioni di questa settimana. Inoltre, eleva l'ultima tornata di
colloqui indiretti ai più alti livelli dell'amministrazione.

Due missili colpiscono l'isola iraniana di Qeshm

Due missili colpiscono l'isola iraniana di Qeshm, lo scrive l'agenzia di stampa Tasnim. L'agenzia  riferisce dell'impatto di due missili sull'isola, dopo che poco prima l'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA aveva riportato informazioni analoghe. Tasnim ha sottolineato che non è ancora giunta alcuna informazione da fonti ufficiali. 

Guterres conferma sostegno ad agenzia Onu per palestinesi

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, conferma il proprio pieno sostegno all'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, e al suo ruolo fondamentale nell'assistenza alla popolazione palestinese, nonostante l'opposizione di Israele. Rispondendo alle domande sul futuro dell'organizzazione, il portavoce Stephane Dujarric ha ribadito che Guterres "continuerà a difenderne l'operato e a chiedere che il suo lavoro sia finanziato integralmente". 

Antonio Guterres Segretario generale Nazioni Unite, 23 settembre 2025

Antonio Guterres Segretario generale Nazioni Unite, 23 settembre 2025 (Afp)

Usa, 20 milioni di dollari per informazioni su nucleare Teheran

L'esercito statunitense ha annunciato che offrirà una ricompensa di 20 milioni di dollari, "oltre alla possibilità di trasferirsi altrove", a chiunque fornisca informazioni sul programma nucleare iraniano. Tali informazioni possono riguardare "le sue strutture, le sue attrezzature e il personale a esse associato", ha precisato su X il comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom).

Il padre di una dei fermati in Cisgiordania: “In Italia tra domani e dopodomani”

Olinto Valentini, padre di Aurora, 28 anni, originaria di Bisceglie, a nord di Bari, fermata in Cisgiordania insieme ad altri italiani, spiega: “Pare che stia bene, dal consolato ci sono arrivate rassicurazioni. Aurora non è in stato di detenzione ma si trova in un posto di polizia. E presto, tra domani e dopodomani, potrebbe raggiungere l’aeroporto di Tel Aviv, il Ben Gurion, per tornare in Italia”.

La ventottenne abita a Torino e ha conseguito la laurea triennale all’Università La Sapienza di Roma. È la seconda volta che si reca in Cisgiordania, come spiega il padre: “Dopo la scadenza del contratto con Ferrovie dello Stato ha scelto di compiere questo gesto umanitario”.

La ragazza era impegnata nella raccolta delle olive insieme ad alcuni palestinesi. “Aurora è arrivata pochi giorni fa e ieri ha parlato al telefono con sua madre per una buona mezz’ora. Le ha detto che andava tutto bene e che aveva qualche linea di febbre”, osserva il padre.

Anche Angelantonio Angarano, sindaco di Bisceglie, si è interessato alla situazione della donna originaria del suo Comune, in provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat). Sui social scrive: “Una nostra concittadina è stata fermata in Cisgiordania insieme a un gruppo di volontari. Ho sentito l’Unità di crisi della Farnesina, il prefetto della Bat, Flavia Anania, e la sua famiglia per esprimere vicinanza e sostegno in queste ore così complicate. Speriamo che presto possa tornare a casa”.

Fotoreporter di Brescia e il compagno tra gli italiani fermati in Cisgiordania

C’è anche una fotoreporter di Brescia tra gli italiani fermati oggi dalle autorità dello Stato di Israele in Cisgiordania, Palestina. Si chiama Paula Jesus ed è stata fermata vicino al villaggio di Kafr Ni’ma insieme al compagno Marco Cola, presidente di un’associazione del terzo settore.

Entrambi compaiono in un video pubblicato su Instagram dalla tv israeliana C14. Il ministero per gli Affari esteri italiano è impegnato per ottenere la liberazione dei connazionali, fermati durante un’operazione delle autorità israeliane.

Farnesina: oggi previste le procedure di espulsione dei 6 italiani fermati

La Farnesina è impegnata per ottenere il rilascio di alcuni attivisti italiani fermati dalle Autorità israeliane nei pressi del villaggio di Kafr Ni'ma, in Cisgiordania. Il fermo avrebbe coinvolto diversi volontari internazionali, tra cui vi sarebbero 4 attivisti e 2 giornalisti italiani: sono ancora in corso verifiche definitive sul numero preciso e sull'identità degli italiani. Il gruppo di attivisti si trova ora presso la stazione di polizia di Modi'in Illit. Oggi è previsto il trasferimento al Centro dell'aeroporto Ben Gurion in vista dell'avvio delle procedure di espulsione, che avverranno con i primi voli disponibili.

Tajani: "Italiani fermati in Cisgiordania, non hanno fatto nulla"

“Stiamo seguendo” il caso degli italiani fermati in Cisgiordania, “non hanno fatto nulla, erano soltanto lì a fare attività agricola nella raccolta delle olive, speriamo che possano essere rimandati il prima possibile in Italia” ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, confermando il fermo di attivisti internazionali, tra i quali alcuni italiani, da parte delle autorità israeliane, a margine degli Stati generali del garantismo di Forza Italia.

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