Il Bologna esonera Tedesco e ufficializza subito Palladino. I malumori dei big della rosa, scelte non gradite: i retroscena dietro la decisione
Quattro giornate e già due esoneri in Serie A. Dopo Fabio Grosso, esonerato dalla Fiorentina, adesso il Bologna ha deciso di fare lo stesso con Domenico Tedesco dopo la sconfitta per 1-0 contro il Napoli. Al suo posto è già stato ufficializzato Raffaele Palladino. L’ex tecnico di Fiorentina e Atalanta ha firmato un contratto triennale, fino al 2029 e già oggi sarà in campo per dirigere la seduta di allenamento delle 16: i rossoblù subito al lavoro per preparare la prossima sfida interna col Torino.
Un solo punto in quattro partite (contro il Sassuolo) e poche idee di gioco. Finisce così dopo sole quattro partite l’avventura di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna. Un feeling che forse non era mai scattato, complici i risultati non soddisfacenti fin dalla pre season e alcune scelte che avevano dimostrato un certo malumore nello spogliatoio . Tra tutti quelli di Lukasz Skorupski – relegato in panchina nell’ultima partita per un ritardo alla riunione tecnica – e di Federico Bernardeschi che aveva chiesto di tornare alla sua posizione di ala destra. Tante le difficoltà in questi due mesi sulla panchina bolognese per Domenico Tedesco, che durante la sessione di calciomercato ha perso anche diversi giocatori chiave della rosa: Castro alla Roma, Lucumì alla Juve, Rowe all’Atalanta per dirne tre.
Palladino invece viene da un’ottima stagione all’Atalanta: anche lì subentrato a stagione in corso dopo l’esonero di Ivan Juric (oggi allenatore del Monza) dopo poche giornate, era riuscito a risollevare il campionato della Dea riuscendo anche a conquistare il settimo posto, valido per l’accesso alla Conference League. Palladino aveva ottenuto un ottimo risultato anche con la Fiorentina, la squadra allenata prima dell’Atalanta, con cui aveva ottenuto l’accesso all’Europa League arrivando sesto. Ora per la seconda volta consecutiva subentra a campionato in corso.
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