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Thursday, August 20, 2026

Gli incendi continuano e il caldo non molla: al governo che non fa nulla darei una medaglia al disonore civile

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Gli incendi continuano e il caldo non molla: al governo che non fa nulla darei una medaglia al disonore civile

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Anche questa estate, come tutto così tragicamente prevedibile, il nostro paese, e non solo purtroppo, è stato colpito, come una guerra, da incendi devastanti. Stiamo ancora solo al 20 agosto e il caldo estremo non molla. L’Europa crudele e matrigna non ha fatto sinora nulla per prevenire e affrontare al meglio le emergenze incendi.

Gli incendiari politici e i burocrati di Bruxelles pensano solo alle armi, alle guerre, alle complicità con i sionisti israeliani, alle lobby, agli affari. La moneta unica e la tecnocrazia letale sono il loro mantra, gli essere umani e la natura le vittime sacrificali di politiche economiche assassine.

In Italia va anche peggio. Questo governo merita una medaglia al disonore civile per quello che di peggio sta facendo, rispetto al peggio che già si era fatto negli anni precedenti, in materia ambientale. Riduzione dei fondi per i parchi nazionali, soppressione di risorse per la flotta aerea per spegnere gli incendi più pericolosi, mancato rafforzamento di risorse umane e materiali per i vigili del fuoco e – ciliegina sulla torta – più caccia per tutti, così uccidiamo ancora più animali, anche le specie protette.

Ma che vogliamo aspettarci da un governo che pensa solo a come alimentare la sua esistenza in vita con droni per guerre, aerei da combattimento, missili, armi? Con Crosetto e camerati al timone. La loro guerra non è difendere popolo, diritti e natura, ma alimentare le guerre contro il popolo, i diritti e la natura.

Gli altri governi e le altre maggioranze non facciano però gli ipocriti da salottino romano, perché anche loro hanno fatto poco e male. Siamo passati dal governo Renzi, quello che ora si atteggia a rianimatore del campo largo, che addirittura è passato alla storia per essere colui che ha eliminato il corpo forestale dello stato, ai governi giallo-verde, giallo-rosso, Draghi, tutti non pervenuti in materia ambientale, se non per avere alimentato disastri (pensiamo all’acqua pubblica sotto il governo Draghi).

Un disastro politico con danni ambientali immani. E le regioni? Di male in peggio. E poi abbiamo giornalisti, opinionisti e politici che ogni giorno ci inoculano la noiosa e letale litania che il verde costa, che la natura è un freno all’economia, che l’ambiente ostacola il progresso. Balle con il moltiplicatore e il pallottoliere.

I costi sono nettamente superiori per intervenire sui danni della mancata cura della natura, sui disastri causati da incendi, sulle devastazioni dei cambiamenti climatici dovuti alle politiche economiche del presunto progresso che difendono. Ma chi lo sa che non sono gli stessi che lucrano nel sistema delle emergenze climatiche, ambientali, naturali?

Invece le politiche a tutela dell’ambiente e della natura ci renderebbero più ricchi da ogni punto di vista. Tuteleremmo la nostra natura che ci fa vivere meglio, avremmo luoghi più belli, paesaggi più attraenti, economie più forti, imprese solide che lavorano nella difesa e tutela della terra.

Le strategie per prevenire gli incendi non devono puntare solo sullo spegnimento, che può essere un business se i costi e le assunzioni aumentano e se ci sono più incendi, ma sulla prevenzione soprattutto: più lavoro e più risorse se ci sono meno incendi.

Invertire il fattore economico. Lavorare sulla prevenzione, basta droni per le guerre, droni invece per monitorare i territori e in pochi minuti si arrestano in flagranza i piromani. Bisogna stroncare tutti gli affari che ruotano attorno agli incendi. Poi bisogna rafforzare le sinergie tra istituzioni e associazioni sulla difesa e cura della natura. E ognuno deve cambiare nei comportamenti più banali ma spesso gravissimi: una quantità di incendi scaturisce da disattenzioni nei fuochi di sterpaglie nelle terre, ma soprattutto con cicche di sigarette gettate ai cigli delle strade che come il nulla nella siccità estiva provocano incendi devastanti.

Una montagna incendiata non la rivedremo più bella come la conoscevamo, così un bosco, un parco, una foresta. La lotta ai cambiamenti climatici passa molto da qui. Per cambiare rotta bisogna cambiare però politica ed economia, quindi i politici e i loro padroni. Questo ce lo chiede la Costituzione. Stanno attentando alle nostre vite e alle future generazioni. Rimuoviamoli.

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