Caos voli nel Regno Unito, un errore in un documento militare avrebbe mandato in tilt il sistema

Potrebbe esserci un piano di volo militare interpretato male dal sistema informatico all’origine del problema che dall’8 settembre ha mandato in tilt il traffico aereo nel Regno Unito. Secondo fonti europee citate dal Corriere della Sera, le prime verifiche condotte sui sistemi di Nats, la società che gestisce il controllo del traffico aereo britannico, avrebbero individuato un possibile errore nell’elaborazione dei dati, con caratteristiche che ricordano il blackout già avvenuto nel 2023.
In quel caso era stato un piano di volo civile a mandare in tilt il sistema, mentre stavolta si sarebbe trattato di un cablo militare. Se la dinamica fosse confermata, sarebbe un'ulteriore prova della vulnerabilità del sistema d'oltre Manica, sottolineano le fonti europee, mostrandosi particolarmente critiche nei confronti di Nats: "Il loro sistema è così vecchio e complesso che persino dentro la società inglese fanno fatica a capirlo e gestirlo".
I media britannici riecheggiano a loro volta le polemiche sull'inefficienza imputata alla società di controllo dei voli britannici e sull'obsolescenza delle sue infrastrutture tecnologiche, tenuto conto del ripetersi di eventi del genere. Mentre sulle cause dell'incidente si limitano per ora a ipotizzare che possano essere "le stesse" di tre anni fa.
Nats: “Non è stato cyber attacco”
Al momento si tratta soltanto di un’ipotesi e non ci sono conferme ufficiali. Nats ha escluso la pista dell’attacco informatico e sta conducendo accertamenti per ricostruire con precisione l’origine del malfunzionamento.
Martin Rolfe, ceo della società che gestisce il controllo del traffico aereo nel Regno Unito si è scusato con i passeggeri e ha assicurato che condurrà un'indagine "molto, molto approfondita" sull'accaduto. Alla domanda se situazioni altrettanto gravi si verifichino anche in altri Paesi, Rolfe ha risposto "assolutamente", aggiungendo che il Regno Unito gode di “una delle migliori reputazioni al mondo per il proprio servizio di controllo del traffico aereo”.
Rolfe dovrà presentare entro una settimana il rapporto sull'indagine completa sul guasto tecnico. Lo ha fatto sapere Downing Street, secondo quanto riporta il Guardian.
Pesante, intanto, il bilancio per compagnie e passeggeri: in due giorni sono stati cancellati oltre 1.900 voli. Negli aeroporti britannici proseguono le operazioni per recuperare i collegamenti saltati e riposizionare aerei ed equipaggi, con ripercussioni che continuano anche dopo la risoluzione del guasto.
Caos negli aeroporti londinesi
Voli in overbooking, gate affollati e viaggiatori in cerca di risposte. L'aeroporto di London Heathrow, tra i più colpiti dal guasto che ha interessato gli scali del Regno Unito, segnala ancora disguidi, tra voli che ancora vengono cancellati e ritardati anche di tre, quattro ore, con aggiornamenti continui all'altoparlante. Se il volo non è stato ancora cancellato, ai customer services - dove sono decine le persone in fila - sconsigliano di riprenotarne altri diversi: "Chi non è partito ieri viene imbarcato oggi, gli aerei sono in overbooking".
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