7 ottobre, media: “L’Egitto avvertì Israele prima dell’attacco”. Netanyahu nega
Prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, il governo di Netanyahu avrebbe ricevuto almeno due avvertimenti su un possibile attacco di Hamas su larga scala contro Israele. Secondo nuove ricostruzioni di The Atlantic e del New York Times, le segnalazioni sarebbero arrivate dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti nelle settimane precedenti. Il premier Benjamin Netanyahu ha però sempre negato di essere stato informato in anticipo di un possibile attacco.
L’avvertimento dell’intelligence egiziana
Secondo The Atlantic, il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe avvertito Israele poco meno di due settimane prima del 7 ottobre. La rivista, citando fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, riferisce che Kamel volò a Tel Aviv il 26 settembre 2023 per segnalare che Hamas sembrava prepararsi a un attacco di vasta portata. Il capo dell’intelligence egiziana avrebbe inoltre suggerito al governo israeliano di concedere ad Hamas alcune agevolazioni economiche per cercare di evitare un conflitto. Il suo messaggio, secondo un ex funzionario israeliano informato in seguito sulla visita, fu: "Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà in faccia".
Channel 13: “Dopo avvertimento Netanyahu ordinò de-escalation a Gaza"
Secondo Channel 13, il giorno dopo l’avvertimento egiziano, Netanyahu ordinò di evitare a Gaza misure che potessero portare a un'escalation militare. L’emittente cita i verbali della riunione di governo del 27 settembre, in cui "il primo ministro ha stabilito che (Israele) deve agire per contenere e ridurre al minimo l'escalation, facendo ricorso all'intelligence e a un uso controllato della forza". Netanyahu inoltre chiese di "rendere più severi" gli avvertimenti contro il lancio di palloni incendiari da Gaza verso Israele e di incrementare le misure di carattere umanitario. L'emittente televisiva israeliana cita anche un documento del primo ottobre secondo cui lo Stato ebraico era sul punto di raggiungere un accordo di pace con l'Arabia Saudita e doveva quindi "mantenere un livello misurato di attività di sicurezza".
La segnalazione dagli Emirati
Anche il New York Times riferisce di un altro possibile avvertimento arrivato prima dell’attacco. Secondo il quotidiano il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed avrebbe comunicato riservatamente a Netanyahu che Hamas stava valutando un’operazione di vaste proporzioni, una circostanza su cui aveva già scritto il quotidiano israeliano Haaretz. Il Nyt cita una persona che sostiene di aver parlato con il leader emiratino e un’altra che sarebbe stata informata da qualcuno presente alla conversazione. Secondo cinque ex alti funzionari israeliani, però, questa segnalazione non sarebbe mai arrivata ai vertici dell’apparato di sicurezza. Il primo ottobre 2023, Netanyahu riunì i vertici della sicurezza per discutere della situazione a Gaza. Secondo i verbali visionati dal New York Times, durante l’incontro il premier non fece riferimento all’avvertimento e indicò come obiettivo il mantenimento della calma nella Striscia. Si oppose inoltre alla proposta di alcuni funzionari di valutare attacchi contro i leader di Hamas, sostenendo che un’azione militare a Gaza avrebbe potuto compromettere la prospettiva di stabilire relazioni diplomatiche con l’Arabia Saudita.
La smentita di Netanyahu
Netanyahu, come detto, ha sempre respinto le ricostruzioni secondo cui sarebbe stato informato in anticipo di un possibile attacco e il suo ufficio oggi è tornato a esprimersi su questi nuovi articoli: "Questa affermazione è falsa. Era già stata smentita all'epoca e viene ora riproposta per manipolare l'opinione pubblica israeliana", si legge nella nota dell'ufficio del premier israeliano. "L'11 ottobre 2023, l'Egitto ha ufficialmente smentito di aver avvertito Israele dell'attacco del 7 ottobre. Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha né incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano. Nessun funzionario dell'intelligence israeliana ha trasmesso un simile avvertimento al primo ministro. Le falsità riproposte non diventano verità, per quanto vengano ripetute". Anche il partito del premier, Likud, ha contestato le nuove pubblicazioni: "Con l'avvicinarsi delle elezioni, assistiamo a un'ondata di pubblicazioni false da parte di giornalisti di sinistra reclutati con l'obiettivo di rovesciare la destra e insediare un governo di sinistra guidato dai Fratelli Musulmani”.
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