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Thursday, October 1, 2026

Ceuta, l’Italia proroga i controlli con la Spagna: resta lo stop a Schengen

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Il ministro dell’Interno Piantedosi prolunga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la spagna dopo la crisi migratoria nell’exclave. Madrid verso una nuova proroga delle verifiche. Il dossier approda al Consiglio Gai, mentre il Viminale accelera su Cpdr e rimpatri

I punti chiave

A Ceuta permane l’allarme immigrazione. E l’Italia non riapre ancora le frontiere. Con una nota di poche righe il Viminale ha annunciato la decisione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Tradotto: lo stop a Schengen resta.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È la terza proroga dalla crisi migratoria esplosa a fine luglio, quando nell’exclave spagnola sono arrivati circa 60mila migranti, molti dei quali giovani marocchini e algerini, con una quota stimata tra 7mila e 10mila minorenni. La sospensione della libera circolazione nasce da un preciso indirizzo politico della premier Giorgia Meloni e ha già provocato il malumore del governo spagnolo e di buona parte dei Paesi Ue.

Ceuta, terza proroga dei controlli alle frontiere

Il Viminale conferma ora la linea dopo la riunione di ieri mattina del Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. La proroga è stata decisa, si legge nella nota, «dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere».

Sul fondo resta «l’obiettivo di rafforzare la tutela dei confini europeo, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche». Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministeri dell’Interno degli altri Paesi dell’Unione europea.

La risposta della Spagna e il nuovo fronte con Madrid

A questo punto la contromossa di Madrid appare scontata. La Spagna aveva introdotto per la prima volta i controlli sui viaggiatori dall’Italia l’8 agosto, in risposta all’iniziale provvedimento di Roma, e potrebbe adesso estenderli oltre il 7 ottobre.

È l’ennesimo momento di frizione tra Italia e Spagna sulla gestione della crisi di Ceuta. Ma questa volta lo scontro si consuma alla vigilia di un passaggio europeo destinato ad allargare il dossier ben oltre i rapporti bilaterali.

Migranti, il dossier arriva al Consiglio Gai

Nelle prossime ore si riunirà infatti il Consiglio Gai, il vertice europeo che riunisce i ministri della Giustizia e dell’Interno. Ed è proprio in quella sede che, come annunciato dallo stesso Piantedosi, la Commissione Ue presenterà «un piano di azione per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l’intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell’Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri».

La crisi di Ceuta entra così direttamente nel confronto europeo sulla gestione delle frontiere esterne, sui flussi improvvisi e sulla capacità degli Stati membri di reagire a nuove pressioni migratorie.

Piantedosi accelera sui Cpr e sui rimpatri

Sul fronte nazionale, intanto, Piantedosi punta ad accelerare sulla rete dei Centri di permanenza per i rimpatri. «Continueremo a lavorare all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture in varie regioni: uno in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino Alto-Adige».

Il ministro mette sul tavolo anche i numeri dei rimpatri. «Nell’anno in corso sono già oltre 6.500 i rimpatri tra forzati e volontari assistiti e si sta procedendo celermente con ritmo crescente. In proiezione, di qui alla fine dell’anno - annuncia - toccheremo una cifra record».

Ceuta resta dunque il punto di pressione più immediato, ma il dossier si allarga: dai controlli con la Spagna alla risposta europea, fino al rafforzamento dei Cpr e alla strategia italiana sui rimpatri.

Riproduzione riservata

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  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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