Migranti, anche l’Irlanda rimanda indietro i “dublinanti”. In Italia è scontro sui Cpr

Alla lista dei Paesi Ue che applicano le regole previste dal Patto sull’immigrazione si è aggiunta anche l’Irlanda. A ottobre atteso il report Ue sul tema immigrazione. Salvini: “La Germania non ha diritto a rimandarci i migranti, fermi prima le Ong”. Si accende il duello politico sui Cpr che il governo vorrebbe "anche nelle regioni che non li vogliono”. Trincea della Toscana, l'Emilia Romagna valuta
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Anche l'Irlanda si è aggiunta alla lista dei Paesi Ue che applicano le regole previste dal Patto sull'immigrazione, compresa la richiesta di trasferimento dei migranti verso le nazioni di primo ingresso, come l’Italia. I numeri di Dublino sono bassi, lo scorso anno ha presentato meno di 2000 domande con nessun trasferimento effettuato. Ma il messaggio è che gli Stati europei vogliono affermare il principio che chi registra la richiesta di asilo è responsabile e si deve occupare del richiedente.
Salvini attacca la Germania
Intanto in Italia il vicepremier Matteo Salvini afferma che "la Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato irregolare fino a che ci sono delle navi di Ong tedesche in giro per il Mediterraneo a scaricare migliaia di clandestini in Italia e in Europa: prima risolvi i problemi delle navi a cui hai dato la bandiera e poi parliamo di tutto il resto”.
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Si attende il rapporto
L’Italia è tra i Paesi che hanno votato la riforma del Patto sulle migrazioni. La cooperazione di Roma è cruciale e intanto si attende il prossimo rapporto (il secondo dopo quello di luglio) sull'attuazione della riforma. E il tema dei “dublinanti” sarà centrale. Secondo il nuovo regolamento Ammr, lo Stato di arrivo "non può rifiutare i trasferimenti" e deve proporre "date alternative se non ha disponibilità immediata". Il nuovo meccanismo prevede che, se i Paesi di primo ingresso non rispettano la loro parte, allora gli altri - in pratica i destinatari dei movimenti secondari - possono ignorare la loro e addio alla solidarietà obbligatoria: ma significherebbe il fallimento totale del Patto.
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Lo scontro sui Cpr
In Italia intanto sale la tensione tra governo e Regioni “rosse” dopo le parole di Giovanni Donzelli, (FdI), che ha annunciato come l'obiettivo dell'esecutivo è fare i Cpr "anche dove le regioni non li vogliono, con buona pace anche della Regione Toscana". Parole a cui risponde il governatore Eugenio Giani secondo cui "i Cpr non sono luoghi per trasferire nei loro Paesi d'origine i migranti , ma luoghi di detenzione impropria che non hanno personale adeguato per poter vigilare e anche indirizzare coloro che vi sono poi rinchiusi". La Toscana nei mesi scorsi aveva espresso formalmente la propria contrarietà al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale, si dice invece "pronto ad un confronto con il governo".
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