La Camera celebra la giornata dedicata agli internati italiani nei campi di concentramento
"Con questa iniziativa la Camera dei deputati rende omaggio agli internati militari italiani, che pagarono con immani sofferenze e spesso con la vita il loro rifiuto di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale Italiana". Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nell'indirizzo di saluto all'evento "Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l'esempio degli Internati Militari Italiani tra memoria, dignità e libertà", a Palazzo Montecitorio. "Si tratta di una significativa occasione per ricordare il loro sacrificio e restituire dignità a una vicenda relegata per troppo tempo ai margini della storiografia. Anche attraverso i documenti e i reperti oggetto della mostra allestita qui a Montecitorio ripercorriamo il dramma degli oltre 600.000 militari italiani travolti dagli eventi dell'8 settembre 1943. Senza più ordini, furono disarmati e catturati dalle truppe tedesche per poi essere deportati nei lager. Lì vennero ridotti a forza-lavoro coatta dopo essere stati privati dello status di prigionieri di guerra e quindi di ogni diritto e tutela internazionale. Costretti a turni massacranti e a subire violenze e continue vessazioni, vissero per lunghi mesi dietro il filo spinato, esposti alla fame, al freddo e alle malattie.
Avrebbero potuto sottrarsi alle durissime condizioni dei campi di prigionia aderendo alle richieste dei gerarchi nazisti e fascisti, ma non lo fecero. Scelsero invece di onorare la divisa che indossavano e di rimanere fedeli ai propri valori e ideali, offrendo un grande esempio di coraggio e di integrità. Non fu una scelta scontata. Per oltre vent'anni, infatti, gli italiani erano stati educati all'obbedienza cieca e alla fedeltà assoluta al regime. Proprio per questo, il rifiuto opposto a chi pensava di poter piegare la volontà di questi uomini assume un alto valore morale e civile. Morale, perché quella decisione nacque da un moto di coscienza e dalla ferma convinzione che dignità e libertà non fossero beni negoziabili".
La loro "Resistenza senza armi" degli internati militari italiani, "contribuì alla sconfitta del nazifascismo. Per quanti di loro sopravvissero, la liberazione non coincise con un immediato ritorno alla normalità. Il rientro in Italia fu spesso accompagnato da indifferenza, talvolta persino da ostilità". "Dovettero ricostruire la propria vita e ritrovare un equilibrio in un contesto di forte incertezza e precarietà. Molti scelsero di non raccontare l'orrore vissuto per pudore, per proteggere i propri familiari o nel disperato tentativo di cancellare i segni di una ferita mai del tutto rimarginata. Ma conservarono intatta la consapevolezza di aver servito lealmente il proprio Paese. Quell'esperienza divenne parte integrante della loro identità e al tempo stesso una testimonianza viva da consegnare alle generazioni future. È anche grazie all'instancabile impegno delle associazioni dei reduci dalla prigionia se queste memorie costituiscono oggi un patrimonio condiviso da custodire e da trasmettere. In questa direzione si colloca l'istituzione, nel 2025, della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. A tutti loro va la nostra più sincera riconoscenza e il nostro commosso ricordo. Anche nei loro 'no' affondano le radici della nostra Repubblica".
Mattarella alla Camera per la Giornata degli internati militari italiani nei lager
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha assistito nella Sala della Regina di Montecitorio alla cerimonia per la seconda "Giornata degli internati militari italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale". La cerimonia è stata aperta dal saluto del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Breve colloquio fra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare, al termine della cerimonia. All'uscita, Mattarella ha scambiato un saluto con Paglia, che era in divisa, nelle prime file. "Mi ha parlato di un'esercitazione che ha visto - ha poi raccontato paglia - Come al solito i nostri militari si fanno valere, lo dimostra la loro storia. Si fanno valere nei campi di concentramento, come nella vita quotidiana, per ciò che facciamo per il Paese. Questo ci rende diversi". Poi, a chi gli chiedeva un commento a ciò che sta avvenendo in Lituania, Paglia ha risposto: "Dobbiamo fare attenzione, non dobbiamo cadere nelle provocazioni".
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