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Tuesday, September 15, 2026

Trump lancia le Guerre Stellari, armi nello spazio contro Mosca e Pechino

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Donald Trump si muove per primo negli scenari da guerre stellati. Intorno alla Terra, oltre alla vasta rete e gamma di satelliti, gli Stati Uniti dispongono adesso di un'arma spaziale "in orbita" per proteggere le forze militari Usa. L'annuncio del segretario dell'Aeronautica, Troy Meink, è un avvertimento tutt'altro che velato a Cina e Russia ed è la dichiarazione più esplicita di sempre del Pentagono sul possesso di capacità offensive a stelle e strisce collocate nello spazio.
    Lo Us Space Command ha definito l'annuncio "un momento di svolta per la deterrenza", in un contesto di crescenti tensioni con Cina e Russia e a stretto giro dalle recenti manovre degli Usa che hanno condotto la più vasta esercitazione militare orbitale della loro storia, con numerosi satelliti e un nutrito gruppo di partner internazionali. "Il controllo dello spazio comprende aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non per incidere sulle capacità avversarie", ha riferito il Comando in una nota precisando che "tali capacità possono essere impiegate sia a fini offensivi sia difensivi". Cina e Russia, i due principali rivali geopolitici di Washington, sono potenziali minacce per gli interessi americani nello spazio. Secondo la Us Space Force, Pechino "sviluppa e gestisce capacità spaziali e anti-spaziali nell'ambito di una strategia di modernizzazione militare", mentre Mosca "considera lo spazio un dominio di combattimento e ritiene che la supremazia spaziale sarà un fattore decisivo nei conflitti futuri".
    I due Paesi non hanno preso bene l'annuncio Usa. Il Dragone ha esortato gli Usa a "smettere di prepararsi alla guerra" nello spazio e "ad espandere le proprie capacità militari", ha ammonito il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, mettendo in guardia contro la "corsa agli armamenti" anche fuori dall'atmosfera terrestre. "Lo spazio deve essere libero da ogni tipo di arma", ha commentato invece da Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
    Washington ha rivelato ben poco nel suo annuncio sull'arma orbitale. Gli eserciti più avanzati usano già i satelliti per svariati scopi: dalla garanzia di comunicazioni sicure alla ricognizione, fino ai dati di localizzazione precisi per attacchi mirati e al rilevamento di lanci di missili. Con l'evoluzione tecnologica, gli analisti prevedono un aumento dell'impiego dello spazio. Tra le ipotesi, piattaforme per la guerra elettronica o il disturbo delle frequenze radio (jamming), fino agli armamenti più aggressivi capaci di causare danni e la formazione di barriere di detriti spaziali.
    Malgrado l'arma messa in orbita appaia una novità assoluta, gli Stati Uniti, così come Cina e Russia, dispongono da tempo di sistemi di lancio in grado di puntare e colpire i satelliti, asset primari per le comunicazioni militari, la sorveglianza e la navigazione. Negli ultimi dieci anni, Pechino e Mosca hanno moltiplicato le operazioni spaziali di 'rendezvous' e prossimità per favorire i passaggi ravvicinati ai danni dei satelliti occidentali.
    Gli scenari sembrano tracciati: "Se gli Usa dovessero persistere in questa direzione e continuare a dispiegare armi in orbita, per Cina e Russia sarebbe quasi impossibile evitare di adottare misure di risposta", ha avvisato Hu Xijin, l'ex direttore del Global Times, il tabloid nazionalista del Quotidiano del Popolo.
   

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