L’arrivo in ritardo a scuola, i coltelli nello zaino e il video dell’attentatore della strage di Christchurch. Cosa sappiamo del 13enne che ha ferito una professoressa
Sarebbe arrivato a scuola in ritardo, portando con sé nello zaino due coltelli. Un passaggio che, alla luce di quanto accaduto poco dopo, è ora al centro degli accertamenti degli investigatori. Il 13enne, studente dell’istituto comprensivo Giovanni Verga, nella zona Collatina di Roma, avrebbe raggiunto direttamente il bagno una volta entrato nel plesso. Sarebbe stato quello – come riporta Il Messaggero – il momento in cui avrebbe preparato gli oggetti che aveva con sé e predisposto quanto gli sarebbe servito per documentare l’aggressione all’insegnante.
L’adolescente avrebbe indossato un caschetto con una piccola telecamera fissata sulla fronte. Avrebbe inoltre utilizzato il proprio cellulare per avviare una videochiamata attraverso Telegram, con l’intenzione, secondo gli investigatori, di riprendere quanto stava per accadere. Saranno gli accertamenti sul telefono e sugli eventuali file acquisiti a chiarire se la ripresa sia effettivamente iniziata, per quanto tempo sia proseguita e se il video sia stato trasmesso o ricevuto da qualcuno.
Anche la sequenza temporale è considerata importante. L’arrivo in ritardo, il passaggio nel bagno, la preparazione e il successivo ingresso in classe compongono una serie di passaggi che gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio, anche attraverso le testimonianze degli studenti e del personale scolastico e l’eventuale esame delle immagini disponibili all’interno dell’istituto.
C’è poi un altro elemento sul quale si stanno concentrando gli accertamenti: il possibile riferimento a un video dedicato a Brenton Tarrant, responsabile degli attentati terroristici di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel marzo 2019. L’ipotesi è che il 13enne possa aver visto quel contenuto e che alcune modalità dell’azione siano state prese da quelle immagini. Si tratta, però, di un collegamento che deve ancora essere verificato. A Christchurch, Tarrant aveva utilizzato una telecamera montata sul casco per trasmettere in diretta una parte dell’attacco alle due moschee. Proprio la scelta di filmare e diffondere l’azione aveva contribuito a trasformare la ripresa in uno strumento della propaganda dell’attentatore.
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