Elisabetta Milan, un mare di passione

Elisabetta Milan e’ magnetica. I suoi occhi blu, i colori e i gioielli che indossa anticipano la passione della sua vita: il mare. Nata professionalmente nel laboratorio d’arte di papà Roberto e fondato da nonno Pietro nel 1928, si forma come storica dell’arte e restauratrice laureandosi a Udine e Venezia. Inizia anche a realizzare le sue prime opere, ma dopo essere diventata guida snorkeling del WWF nell’area marina protetta di Miramare, decide di utilizzare il suo talento per la divulgazione scientifica. Nasce così nel 2020 il progetto Plastic-ocene per sottolineare l’importanza che il pianeta blu riveste per la nostra esistenza. Le sue enormi meduse diventano il simbolo di un mare che sta cambiando, in cui la vera specie aliena è la plastica. A spingerla verso questo impegno sono state le domande dei figli “ci saranno ancora i coralli? E i pesci sopravviveranno?”.
L’abbiamo intervistata nel museo di archeologia subacquea di Grado, accolti da una guida di eccezione, Elena Braidotti del MIC che spiega come l’installazione Blu Life colleghi due grandi architetture sommerse, il relitto della nave mercantile romana Iulia Felix e lo scheletro di Boralena, la balenottera spiaggiata nel golfo di Trieste nel 2024. Quell’Adriatico che le ha protette ora chiede a noi di essere protetto. Il va consiglio di Elisabetta Milan alle giovani donne: “siamo tante piccole gocce, ma insieme possiamo rappresentare un oceano di cambiamento”.
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