Mosca al G20 finanziario negli Usa per la prima volta dall’invasione dell’Ucraina. Trump: “Ci piace andare d’accordo con tutti”. Proteste dell’Europa
“Ci piace andare d’accordo con tutti. Uno dei motivi per cui ho così tanto successo è che vado d’accordo con tutti”. Poche parole per smorzare le polemiche quelle che Donald Trump, dallo Studio Ovale, ha riservato a chi gli chiedeva conto della presenza dei russi al G20 finanziario di Asheville. È stata la prima volta per un ministro dell’Economia di Mosca dall’aggressione ai danni dell’Ucraina. Una scelta che ha mandato i Paesi europei su tutte le furie, a maggior ragione quando Mosca ha intensificato i suoi attacchi contro Kiev puntando sempre più ad obiettivi civili. Ad Asheville, in North Carolina, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, a capo quest’anno dell’evento, ha incontrato l’omologo russo Anton Siluanov con il quale ha parlato del “piano di pace” del presidente americano Donald Trump per chiudere la guerra. A stretto giro, in un breve colloquio coi media, ha ringraziato l’Europa “per il forte sostegno” mostrato nell’adozione delle sanzioni americane per l’isolamento economico dell’Iran.
La presenza di Siluanov non era stata confermata fino alla vigilia del G20 Finanze di Asheville. Il disappunto europeo è esploso, secondo quanto detto all’Ansa, in mattinata al momento della ‘foto di famiglia’. I funzionari europei hanno subito protestato. Lars Klingbeil, il vicecancelliere tedesco, e i suoi omologhi di tutta Europa hanno minacciato di boicottare la tradizionale foto di ministri e governatori delle Banche centrali se Siluanov fosse stato incluso. Tra imbarazzo e irritazione, la minaccia sembra aver funzionato: il ministro russo alla fine ha accettato il passo indietro, rinunciando alla foto. Sul capitolo Iran, invece, Bessent si è detto convinto che Teheran stia adesso prendendo “sul serio le sanzioni“, parlando poche ore dopo un nuovo round di attacchi militari Usa-Iran. Ha assicurato che “l’economia iraniana non deve necessariamente collassare, deve solo rinsavire”, in merito al D-Day economico annunciato la scorsa settimana: “Continueremo a esercitare la nostra pressione”; ha aggiunto, perché risolvere il nodo Teheran è anche un modo per “riportare stabilità” nell’economia mondiale.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato la convergenza Usa-Europa sulle sanzioni all’Iran, tra i temi principali nell’agenda della riunione. “C’è questo sostegno con gli Stati Uniti e Bessent. Speriamo che in questi due giorni ci chiariamo su tante cose”, ha aggiunto Giorgetti, facendo anche capire che ci sono aspetti ancora da approfondire, “per cui bisogna essere ottimisti in tempi complicati”. L’Ue “rimane pronta ad adottare ulteriori misure, ove necessario”, verso l’Iran “per salvaguardare la propria sicurezza e i suoi interessi, inclusa la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz“, ha ribadito una nota di Bruxelles, ritenendo allo stesso tempo “necessari” i continui sforzi diplomatici “per raggiungere una soluzione pacifica, ripristinare la stabilità regionale e garantire la piena libertà di navigazione e il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz“.
Aprendo i lavori del vertice, Bessent ha assicurato che la “prima priorità è la crescita”, un tema su cui si sono concentrare le prime riunioni tematiche. Parte di un ambizioso piano che include il riequilibrio degli squilibri commerciali, con Pechino nel mirino. “Il mondo non può permettersi una Cina con un surplus di 1.200 miliardi di dollari”, ha tuonato Bessent poche ore prima del G20. L’economia cinese “è piuttosto debole. Stanno cercando di uscirne e puntano sull’export ma devono riequilibrare la loro economia“, ha aggiunto il segretario al Tesoro, auspicando la spinta del Dragone sui consumi invece che sull’export. Gli argomenti sono molteplici e tutti di difficile sintesi, nel contesto tra l’altro delle ampie turbolenze causate dai dazi di Trump. “Il fatto che non ci sia un comunicato concordato già testimonia il fatto che su alcuni temi decisivi non è che i 20 vadano d’accordo. E’ un periodo di grandi cambiamenti”, ha sintetizzato il ministro Giorgetti. Insomma, “un G20 complicato, in tempi particolari”.
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