Elezioni Figc: verifiche Coni su violazioni, Malagò attende
Una squadra di giuristi esperti di diritto sportivo messa in piedi dal Coni per giudicare il caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò. Sul voto in federcalcio ora farà accertamenti il Comitato Olimpico Nazionale che verificherà se ci sono state violazioni nell'iter che ha portato alle elezioni: l'indicazione, pur archiviando tutto, l'ha data il procuratore generale dello sport. "Taucer ha ribadito che il possesso di un valido tesseramento deve essere uno dei requisiti per la candidabilità ed eleggibilità e che la Figc non ha concretamente applicato i principi fondamentali che sono stati pertanto violati - le parole del numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio, dopo la Giunta nella quale ha letto un documento che ripercorreva tutta la cronistoria del caso Malagò nata dal ricorso di Renato Miele -. Per questo il Coni che fa vigilanza su tutte le federazioni ora farà gli opportuni accertamenti giuridici". Una posizione quindi opposta a quella che in prima battuta aveva giudicato la procura federale guidata da Chiné che aveva sì confermato l'assenza di un tesseramento al momento delle elezioni, ma non ritenendolo un requisito fondamentale.
Insomma, la parola fine della vicenda spetterà al Comitato Olimpico, quello che per 12 anni è stato la casa di Malagò, oggi ancora membro di giunta di fronte alla quale il presidente della Federcalcio ha esposto una sua relazione.
"Luciano - dice Malagò - ha letto due pagine oggettive in Giunta e che ho molto apprezzato, io ho solo integrato con delle mie considerazioni, non perché ci fossero cose non vere, ma ho aggiunto alcuni elementi che magari mancavano". Sono state le uniche dichiarazioni - lasciando Palazzo H - di Malagò che adesso aspetterà il verdetto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. "Sicuramente gli accertamenti non li faccio io, ci affideremo a dei giuristi riconosciuti come tali nel mondo sportivo - spiega ancora Buonfiglio -. La Federcalcio merita rispetto come tutte le altre, non è la fretta che vogliamo, ma la certezza del diritto che perseguiamo e che mi spingerà in questi giorni che mi auguro non siano tanti".
Dunque non si sbilancia sui tempi, ma su un aspetto non ammette repliche: "In questa vicenda io non personalizzo mai nulla, faccio solo gli interessi dell'ente che rappresento e del mondo dello sport. Ricordo a tutti che il Coni è un ente pubblico e io sono un pubblico ufficiale, ma Giovanni non è arrabbiato con me.
E' evidente poi che tutta questa situazione non faccia bene al calcio e al mondo sportivo, queste situazioni non fanno vivere sereni. Ma serve restare equilibrati, me lo sono imposto".
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