Nepal, persone intrappolate nel fango: la corsa contro il tempo dei soccorritori per salvarle

Le immagini diffuse sui social media dall’esercito nepalese e dalla polizia armata documentano le operazioni di soccorso alle persone rimaste intrappolate nel fango dopo la devastante inondazione improvvisa che mercoledì 26 agosto ha colpito il confine tra Nepal e Tibet.
I soccorritori continuano a cercare i dispersi nei villaggi sommersi, tra edifici distrutti e veicoli sepolti. Le operazioni sono rese difficili dai danni alle infrastrutture: in Nepal sono crollati decine di ponti e quasi 40 chilometri di strade risultano danneggiati.
Nella sola mattinata di giovedì l’esercito ha evacuato in elicottero più di cento persone, comprese alcune rimaste bloccate negli impianti del progetto idroelettrico sul fiume Trishuli.
Secondo l’ultimo bilancio riferito dalle autorità, la catastrofe ha provocato almeno 168 morti e lasciato oltre 1.300 persone disperse tra Nepal e Tibet.
I primi accertamenti indicano come causa dell’ondata devastante il collasso di un ghiacciaio, che ha riversato a valle un’enorme massa di acqua, fango e detriti.
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