Tiafoe in semifinale, ma il gesto che resta è per Michelsen: lacrime e abbraccio a fine match

Non è stato soltanto uno dei match più combattuti di questi US Open, ma anche uno dei momenti più emozionanti del torneo. Dopo oltre quattro ore di battaglia sul cemento di Flushing Meadows, Frances Tiafoe ha conquistato la semifinale rimontando sul connazionale Alex Michelsen. Al termine dell'incontro, però, a catturare l'attenzione del pubblico è stato soprattutto il lungo abbraccio tra i due.
Michelsen, 22 anni, stava disputando il primo quarto di finale Slam della sua carriera e aveva assaporato a lungo il sogno della qualificazione. Dopo aver vinto i primi due set per 7-5, 6-3, il giovane americano si era portato a pochi punti dalla vittoria e nel terzo parziale aveva anche servito sul 5-4 per chiudere l'incontro.
Da quel momento è iniziata la rimonta di Tiafoe. L'undicesima testa di serie del torneo ha trovato nuove energie, ha conquistato il terzo set per 7-5 e ha poi dominato il quarto per 6-3, trascinando la sfida al quinto. L'equilibrio è durato fino al super tie-break decisivo, dove Tiafoe si è imposto 10-6, chiudendo l'incontro con il punteggio di 5-7, 3-6, 7-5, 6-3, 7-6.
Subito dopo l'ultimo punto, Tiafoe ha capito la delusione dell'amico. Si è avvicinato alla rete e lo ha stretto in un lungo abbraccio mentre Michelsen, sopraffatto dall'emozione, scoppiava in lacrime appoggiandosi alla sua spalla.
"È un giocatore straordinario", ha detto Tiafoe nel dopo partita. "Avrebbe potuto vincere facilmente oggi. Un applauso ad Alex Michelsen". Tra i due esiste un rapporto che va oltre il campo. Prima del match, Tiafoe aveva raccontato di aver sviluppato una sincera amicizia con il più giovane connazionale. "Abbiamo un ottimo rapporto, scherziamo e ridiamo sempre insieme", aveva spiegato. Anche Michelsen ha ricambiato le parole di stima, definendo Tiafoe "una persona incredibile e un grande amico".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.