“Non vedevo bene, giocavo con fatica. Al posto vostro me ne sarei andato via”: la delusione di Matteo Berrettini
“Sarà difficile da digerire questa sconfitta, però l’ho fatto altre volte: non è il mio primo torneo e non è la mia prima sconfitta che brucia. La verità è che non mi sentivo tanto bene neanche quando ero sopra, a inizio match. Sentivo che il feeling non era buonissimo. Io al posto vostro sarei andato via, ho detto in campo”. Deluso, a testa bassa, Matteo Berrettini lascia gli Us Open. Il tennista italiano ha perso in quattro set (3-6, 63, 6-4, 7-6) contro Mariano Navone, giocando una partita decisamente al di sotto delle aspettative contro l’avversario argentino che ha il merito di esser sempre rimasto in partita e aver giocato un tennis regolare. “Poi, quando mi sono ritrovato sotto nel punteggio, si è scatenato un po’ tutto. Non sono riuscito a tenere botta. Ci sono giornate in cui è veramente più difficile fare tutto e giornate in cui è difficile reagire. Ci ho provato: ho provato a stare zitto, ad arrabbiarmi, a parlare, però non ha funzionato. Devo dire che è stato bravo anche lui a non concedermi tantissimo“, ha spiegato in conferenza stampa.
Il tennista italiano non ha espresso un buon tennis, ma è mancato anche da un punto di vista fisico e atletico, non mostrandosi in ottima forma: “Sicuramente l’atteggiamento non è stato buono e purtroppo giornate così capitano – ha dichiarato l’azzurro – . Con i se e con i ma sarebbe facile ma semplicemente è stata una partita storta, in una giornata storta”. Nel corso del match l’azzurro ha lamentato più volte una scarsa visibilità della palla: “Io non vedevo bene, ma non mi piace attaccarmi a scuse o cose del genere. Giocavo con fatica e mi sentivo sempre un pochino in ritardo – ha spiegato – Sicuramente oggi le condizioni erano diverse: la palla andava meno rispetto all’altro giorno, c’era più umidità. Però sappiamo che il tennis e il tennista in generale devono sapersi adattare a tutte le condizioni, e io oggi non l’ho fatto bene quanto lui: e infatti ho perso”.
Berrettini ha totalizzato alla fine ben 77 errori non forzati. “Immaginavo fossero davvero tanti – ha detto – Non vedevo la palla, vorrei dirvi un altro motivo, ma sentivo proprio che mi mancava la distanza: ero sempre sfasato. Alcune volte mi sentivo troppo attaccato, altre troppo lontano; non riuscivo a spingere bene. Ma quello è il mio gioco, alcune volte ha funzionato, altre meno. Soprattutto contro un giocatore come lui, quell’arma nello scambio, con cui riesco a cambiare ritmo e a prendere campo, è fondamentale, e non sono riuscito a farlo”.
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