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Tuesday, September 15, 2026

Cina, nel 2030 elettriche e ibride saranno il 70% del mercato

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Cina, nel 2030 elettriche e ibride saranno il 70% del mercato

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Sette auto nuove su dieci vendute in Cina nel 2030 dovranno essere elettriche o ibride. È uno degli obiettivi indicati da Pechino nel nuovo piano quinquennale per l’industria automobilistica, elaborato da nove agenzie governative, che fissa anche al 40% la quota di veicoli commerciali elettrici entro la fine del decennio.

Non è certo un salto nel buio, bensì la prosecuzione di una trasformazione già molto avanzata. Nel precedente piano il governo aveva previsto che i cosiddetti New Energy Vehicles, categoria che comprende elettriche e ibride plug-in, raggiungessero il 20% delle vendite nel 2025. Il mercato è stato molto più veloce: la quota era già arrivata al 54% lo scorso anno e, secondo i dati della China Passenger Car Association, ad agosto ha toccato il 65%. Anche il nuovo obiettivo del 70%, dunque, potrebbe essere raggiunto prima del 2030.

Accanto all’elettrificazione, Pechino vuole accelerare sulla guida autonoma, favorendone la diffusione su larga scala. In questo caso il piano non stabilisce una percentuale, ma il segnale arriva dopo alcuni mesi più prudenti, segnati anche dal congelamento di nuove autorizzazioni per i robotaxi in seguito ai problemi registrati dai veicoli Baidu a Wuhan.

La strategia guarda però ben oltre il mercato domestico, perché il governo vuole che diversi costruttori cinesi entrino stabilmente tra i dieci maggiori gruppi automobilistici mondiali e che il Paese acquisisca maggiore influenza nella definizione degli standard internazionali. BYD, SAIC e Geely figurano già nella top ten per volumi, anche se il divario rispetto a Toyota, Volkswagen e Hyundai rimane consistente.

A rendere più complesso il quadro, tuttavia, è la situazione del mercato cinese. Nei primi otto mesi dell’anno le vendite sono diminuite del 21% e la lunga guerra dei prezzi intestina ha progressivamente eroso i margini, facendo emergere anche preoccupazioni sulla qualità e sulla sicurezza. Negli ultimi mesi le autorità hanno introdotto nuove regole su batterie, sistemi di assistenza alla guida e diversi componenti delle vetture.

Proprio la necessità di riequilibrare il settore spiega un’altra parte del piano: favorire il consolidamento tra i costruttori e accompagnare l’uscita delle aziende meno efficienti, riducendo una capacità produttiva diventata eccessiva. Allo stesso tempo aumenteranno gli standard tecnologici e di sicurezza.

Batterie e materie prime completano la strategia. Pechino prepara nuove regole per tecnologie emergenti, comprese le celle allo stato solido, e punta a migliorare il recupero di litio, cobalto e nichel attraverso il riciclo. L’obiettivo per il 2030, quindi, è rendere più solida l’intera industria cinese e aumentarne il peso sul mercato automobilistico mondiale.

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