“Berne una al giorno aumenta di 2,5 volte il rischio di tumore”: il nuovo studio sulle bibite zuccherate. L’allarme del prof Berrino: “I ragazzi sono vittime di un mercato criminale”
Soft drinks di nuovo alla sbarra, questa volta per il rischio di tumore allo stomaco. Un nuovo studio del Mass General Brigham Cancer Institute, pubblicato su Gastro Hep Advances, ha seguito per anni oltre 112 mila operatori sanitari statunitensi – infermieri e altri professionisti della salute – e ha trovato un’associazione molto forte tra il consumo quotidiano di bevande zuccherate e il tumore dello stomaco: chi ne beve almeno una al giorno presenta un rischio di ammalarsi che, nello studio, risulta circa due volte e mezzo quello di chi le beve meno di una volta al mese.
È un dato che colpisce, ma va letto con cautela: lo studio è di tipo osservazionale, quindi non può dimostrare che siano le bevande zuccherate a provocare il tumore; inoltre i casi di tumore osservati sono 278 e le informazioni su Helicobacter pylori, uno dei principali fattori di rischio per il tumore gastrico, erano disponibili solo per una piccola parte dei partecipanti.
Allora, quanto è solida questa nuova evidenza e che cosa possiamo davvero dire ai cittadini sulla base di questo studio? Lo abbiamo chiesto al dottor Franco Berrino, autorevole epidemiologo e già Direttore del Dipartimento di medicina preventiva dell’Istituto tumori di Milano.
Siamo di fronte a una nuova conferma
Dottor Berrino, un rischio 2,5 volte maggiore può sembrare enorme a chi legge, ma quanto è davvero solida questa cifra dal punto di vista epidemiologico? Ci sono altri studi che rafforzano questa correlazione?
“Questo è il primo studio che analizza il rapporto fra bevande zuccherate e il cancro dello stomaco, ma una trentina di studi precedenti avevano esaminato l’incidenza del cancro e il risultato medio è di un aumento del 7% per ogni bicchiere (250 cc) consumato al giorno. In una meta-analisi aumenti significativi sono stati riscontrati per i tumori della mammella (+17%), della prostata (+ 10), delle vie biliari (+30%) e del colon (10%). Chiaramente questo studio trova un rischio molto più alto, ma i limiti di confidenza sono ampi (1,5-4), compatibili con i risultati per altri organi”.
Un limite della ricerca?
Quanto pesa l’assenza di informazioni complete su Helicobacter pylori? Sappiamo che H. pylori è uno dei più importanti fattori di rischio per il carcinoma gastrico. Gli autori hanno potuto analizzarlo soltanto in 940 partecipanti.
“È una domanda importante perché molti studi, contrariamente a quanto trovano gli autori, hanno riscontrato che le bevande zuccherate aumentano l’infezione da Helicobacter. Comunque, anche se la spiegazione fosse ‘l’Helicobacter rappresenta un elemento con cui le bevande zuccherate causano il cancro, la soluzione è sempre quella di evitarle”.
Cosa rappresenta per noi
Questo studio cambia davvero ciò che sappiamo sulla prevenzione del tumore gastrico?
“La ricerca migliora le nostre conoscenze, ma non cambia nulla rispetto alle indicazioni di salute pubblica. Rischi dello stesso ordine di grandezza di quelli osservati per il cancro sono stati rilevati per la malattia coronarica e per il diabete. Gli studi che hanno analizzato la relazione con la mortalità totale (ogni causa di morte) trovano che mediamente aumenti di circa 8% per ogni lattina consumata al giorno. Inoltre, le bevande zuccherate raddoppiano il rischio di asma (anche il consumo della mamma in gravidanza fa aumentare il rischio di asma dei bambini) e aumentano il rischio di fratture. Ma c’è un altro aspetto inquietante sulle bevande zuccherate”.
Quale?
“Possono peggiorare gravemente la prognosi di chi è malato di cancro. Lo si è visto in chi è stato operato di tumore al colon, con una mortalità di circa il 30% superiore per ogni lattina consumata al giorno. E in molti ospedali ci sono distributori di bevande zuccherate anche nei reparti oncologici, nell’indifferenza dei medici. Così come ci sono distributori di bevande zuccherate nelle scuole superiori, nell’indifferenza dei presidi”.
Ma in Italia quante bevande zuccherate si consumano?
“Nel nostro Paese il consumo medio pro-capite (adulti e bambini) è di 53 litri all’anno, probabilmente più alto nei bambini che negli adulti. È un business enorme, sostento da decine di milioni di dollari investiti in pubblicità ogni anno. Ben difficilmente i governi riusciranno a ridurne significativamente il consumo. Ben pochi sono riusciti a tassare questi prodotti. Non rimane che difenderci da soli! Bisogna che la gente sia informata, che i ragazzi siano informati che sono diventati vittime di un mercato criminale”.
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