Manovra 2027 sotto assedio: sindacati, banche e Comuni all’attacco delle misure del governo

La manovra è accerchiata. Da Genova, dove parte la mobilitazione della Cisl, a Napoli, con il sindaco e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, che sollecita un incontro con il governo. Fino a Roma, dove lunedì inizieranno le audizioni in commissione Bilancio alla Camera: l’occasione per enti territoriali, sindacati e associazioni di far sentire le proprie ragioni.
Le critiche della Cisl
Tre scelte sono «davvero gravi» per la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, e vanno cambiate. La flat tax al 15% fino a 100mila euro per gli autonomi, perché a parità di reddito dipendenti e pensionati pagano oltre il triplo di tasse. La stretta sulla rivalutazione delle pensioni, definita «pura ingiustizia». E il taglio di quasi 7mila posti nella scuola, «assurdo e miope. Serve un confronto immediato».
Banche e assicurazioni in trincea
Il confronto finora è mancato. Non solo con i sindacati, convocati a Palazzo Chigi soltanto venerdì 13, quando il governo ha «già deciso tutto», come ha denunciato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Anche banche e assicurazioni, chiamate a sostenere il peso maggiore della manovra, lamentano l’assenza di interlocuzioni. «Dobbiamo aprire una vertenza legale per farci ascoltare?», ha domandato il presidente dell’Ania-Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, Giovanni Liverani. In un’intervista a MF, ha espresso tutta la delusione, nel metodo e nel merito, per una tassazione aggiuntiva di quasi 1,4 miliardi nel prossimo triennio. Le assicurazioni presenteranno le loro proposte alla Camera lunedì. Anche l’Abi-Associazione bancaria italiana si prepara alla sua audizione, prevista per martedì, e all’incontro a Palazzo Chigi di venerdì, con le altre sigle delle imprese. Per questo si avvarrà di primari studi legali e tributari fra cui potrebbero esserci lo studio dell’ex ministro dell’economia e parlamentare Giulio Tremonti, che di manovre ne ha viste parecchie, e quello del giurista Giuseppe Morbidelli.
I crediti del Superbonus
Una delle questioni da approfondire sono i crediti del Superbonus spalmati in dieci anni. Sulla possibilità di modifiche il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, si è detto ottimista ma è alto l’allarme di banche, costruzioni e professioni tecniche. Le coperture alla legge di bilancio derivano soprattutto da aumenti di imposte e quasi metà del totale è a carico del settore finanziario, sottolinea l’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli: la pressione fiscale è così destinata a salire dal 43% del 2026 al 43,2% nel 2027.
L’osservatorio dell’ex commissario straordinario per la spending review boccia, inoltre, le misure di riduzione della spesa, che valgono “solo” 2,6 miliardi, poco per un Paese in cui la spesa pubblica vale il oltre il 51% del Pil.
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