Doppiatori sul grande schermo per andare oltre la malattia
Doppiatori 'speciali' sul grande schermo, per andare oltre la malattia: prestando la propria voce ad un personaggio cinematografico, hanno infatti trovato un modo nuovo per esprimere anche le proprie emozioni. È la sfida raccolta da dieci bambini e ragazzi dell'Hospice Pediatrico di Padova, affetti da malattie rare e seguiti con cure palliative pediatriche che, per mesi, si sono messi alla prova vestendo appunto i panni di veri e propri doppiatori.
I giovani pazienti sono diventati così i protagonisti di Ardire 2, un progetto che ha portato il linguaggio del cinema all'interno del percorso di cura attraverso un laboratorio di doppiaggio e interpretazione a distanza pensato per sviluppare competenze comunicative ed espressive e favorire la collaborazione nel gruppo. Un'esperienza creativa inserita nel percorso di cura, con l'obiettivo di ridurre ansia, stress e il senso di isolamento legati alla malattia. L'esperienza, iniziata nell'ottobre 2025 e proseguita fino a maggio 2026, si è conclusa con la presentazione ufficiale a Padova del corto realizzato a partire dal cartone animato Mavka e la foresta incantata (reso disponibile da Notorious Pictures), film d'animazione ucraino del 2023 diretto da Oleh Malamuž e Oleksandra Rubane, doppiato dai giovani pazienti. Il progetto è promosso dall'UOC Hospice Pediatrico dell'Azienda Ospedale-Università di Padova e dal Dipartimento Salute della Donna e del Bambino dell'Università degli Studi di Padova, in collaborazione con la Fondazione La Miglior Vita Possibile e MediCinema Italia ETS ed il sostegno di Fondazione Stevanato e del Fondo Carta Etica di UniCredit.
I ragazzi hanno reinterpretato e doppiato una parte del film, sotto la guida della doppiatrice Ida Sansone, dando vita al corto. Scegliere una voce, trovare l'intonazione, interpretare un'emozione, lavorare sulla respirazione e sull'espressività: gli strumenti del doppiaggio sono diventati occasioni per sperimentare capacità comunicative e modalità nuove per raccontare il proprio mondo emotivo. Guidati da professionisti del cinema, fonici e psicologi, i ragazzi hanno lavorato sull'interpretazione, sulla voce e sulla riscrittura del copione. Accanto alla dimensione creativa, Ardire 2 ha previsto anche un monitoraggio scientifico dei benefici associati all'esperienza del doppiaggio, gestito attraverso uno studio osservazionale coordinato da Franca Benini, direttrice dell'UOC Hospice Pediatrico di Padova, con la collaborazione di Francesco Pagnini dell'Università Cattolica di Milano.
A sottolineare il senso di questo percorso umano e scientifico è Giuseppe Zaccaria, presidente della Fondazione La Miglior Vita Possibile: "Con Ardire 2 abbiamo voluto offrire ai ragazzi dell'Hospice Pediatrico un'esperienza capace di andare oltre la malattia e di mettere al centro le loro possibilità, la creatività e il desiderio di esprimersi. Il doppiaggio ha dato loro uno spazio nuovo in cui sperimentarsi, giocare con la voce, interpretare emozioni e condividerle con gli altri".
Importanti i risultati dello studio condotto: "Lo studio, anche se su piccoli numeri, ha dato risultati molto promettenti.
Durante il laboratorio - spiega Franca Benini, direttrice dell'UOC Hospice Pediatrico - i ragazzi si sono aperti, hanno partecipato, hanno stretto legami, e chi era partito più chiuso è quello che si è mosso di più. Le interviste raccontano un'esperienza che per molti ha avuto senso profondo, fatta di scoperta di sé e di costruzione di rapporti positivi con gli altri ragazzi. Il percorso ha innescato in tutti i ragazzi doppiatori un processo evolutivo significativo". Non solo: "Anche per i genitori è stata una esperienza positiva e motivante che ha portato - ha concluso l'esperta - dei cambiamenti tangibili pure nei rapporti intra familiari e nella vita di ogni giorno".
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