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Monday, September 28, 2026

Lutto al braccio, testa china durante l’inno avversario e niente stretta di mano: l’Irlanda alza la voce contro Israele

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Lutto al braccio, testa china durante l’inno avversario e niente stretta di mano: l’Irlanda alza la voce contro Israele

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La vigilia aveva promesso un match turbolento: alcuni giocatori irlandesi aveva chiesto di non giocare, e addirittura uno aveva ottenuto l’esclusione dai convocati per la partita. La questione palestinese, infatti, è molto sentita in Irlanda, dove la popolazione, sin dal sorteggio nel girone con Israele, ha chiesto a gran voce il boicottaggio della gara. Alla fine Irlanda-Isarele di Nations League si è giocata ieri sera a Debrecen alle 20.45, anche se dal punto di vista sportivo alle 21.15 era già conclusa: alla mezz’ora di gioco l’Irlanda conduceva già per 3 reti a 0.

Ma la partita è cominciata, dal punto di vista politico, ben prima del fischio d’inizio. Prima di tutto con la scelta della nazionale irlandese di scendere in campo con la fascia nera al braccio, in ricordo delle vittime di Gaza. Quella stessa fascia nera che sarà poi baciata dall’attaccante Jack Moylan dopo aver segnato il gol del definitivo 3-0. Poi arriva l’inno di Israele, durante il quale i calciatori irlandesi chinano la testa, sempre a sottolineare il lutto per gli oltre 70mila morti palestinesi. Infine, il gesto più eclatante: Dara O’Shea, capitano della nazionale irlandese, che dopo aver salutato arbitro e assistenti, non stringe la mano al suo corrispettivo israeliano Manor Solomon, rifiutando anche il tradizionale scambio di gagliardetti.

Hallgrimsson, ct irlandese, dopo la partita non ha commentato gli eventi, ma ha detto ai microfoni di RTÉ, emittente irlandese, di essere fiero dei suoi ragazzi perché “è nei momenti difficili che si riconoscono i veri leader” e i suoi giocatori hanno “dimostrato quanto questo significhi per loro, non solo giocare per l’Irlanda, ma anche fare bene in circostanze difficili”. L’Irlanda come detto è stata una delle più critiche all’interno dell’Unione Europea nei confronti della guerra di Israele contro Hamas a Gaza. I membri della Federazione calcistica irlandese (Fai) hanno votato a stragrande maggioranza affinché il consiglio direttivo chiedesse alla Uefa di sospendere immediatamente la Federcalcio israeliane dalle competizioni europee. E poi ha chiesto – ricevendo di recente la risposta negativa della Uefa – di mantenere separate nei sorteggi futuri Irlanda e Israele. La Fai si è però impegnata a disputare le partite, citando come giustificazione possibili sanzioni che avrebbero potuto colpire la nazionale e la federazione.

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