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Saturday, September 5, 2026

Sversamento di oli nel Naviglio, “danni pesanti alla biodiversità”: chiuse le rogge per evitare danni all’agricoltura. Le probabili cause

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Sversamento di oli nel Naviglio, “danni pesanti alla biodiversità”: chiuse le rogge per evitare danni all’agricoltura. Le probabili cause

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Pesanti danni alla biodiversità, con la fauna ittica e gli uccelli colpiti. Accanto alle conseguenze ambientali, c’è il rischio di danni anche all’agricoltura, nonostante le rogge irrigue siano state chiuse. Si continua a lavorare per contenere lo sversamento di oli – probabilmente gasolio – avvenuto ieri, sabato 4 settembre, nel Naviglio Grande e nel Naviglio Pavese, nel Milanese. Sversamento che oggi ha raggiunto i 28 chilometri, e che ha avuto origine nel Magentino.

Da quanto ha precisato l’assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, Marco Granelli, che sta coordinando gli interventi insieme al Consorzio Villoresi, che gestisce i due corsi d’acqua, e Città metropolitana, l’inquinamento da idrocarburi è avvenuto a Ponte Nuovo, frazione di Magenta, cittadina a Est del capoluogo lombardo, dove si concentra la maggior parte dello sversamento. L’incidente, da quanto è stato ricostruito, è nato durante un intervento alle fognature dove, però, quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso.

Nella zona si trova un’area industriale dismessa, l’ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di una grande bonifica nell’ambito di un rilevante progetto edilizio. La parte di bonifica relativa all’area Saffa a Boffalora sopra Ticino è già stata completata con la rimozione di 120mila metri cubi di macerie e fanghi inquinati dal sottosuolo. Quella nella porzione di Ponte Nuovo è in fase di avvio. A complicare lo scenario un incendio è anche divampato nell’ex Saffa di Ponte Nuovo di Magenta, in via Reno de’ Medici, nella notte tra mercoledì e giovedì.
Le prime operazioni di contenimento a Robecco sul Naviglio e Gaggiano non sono riuscite a impedire l’avanzata del materiale inquinante che è arrivato a Milano, ma la situazione più grave sarebbe nel tratto tra Magenta e Robecco sul Naviglio che fa parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Intanto il Consorzio Est Ticino Villoresi sta proseguendo le attività di pulizia della Darsena attraverso l’utilizzo di panni assorbenti ed è operativo anche a Gaggiano. Il Consorzio sta inoltre presidiando il corso del Naviglio Grande, del Naviglio di Bereguardo e del Naviglio Pavese e ha provveduto alla chiusura delle bocche che alimentano le rogge irrigue, così da evitare possibili contaminazioni delle coltivazioni risicole e delle aree naturalistiche del Parco Agricolo Sud Milano.

Ma, come detto, c’è di più. “Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile”, ha spiegato il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola interpellato dall’Ansa. “Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali”.

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