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Tuesday, September 15, 2026

Niente Mondiali di atletica a Roma. Forti in pista, deboli fuori: così la candidatura italiana è stata sonoramente bocciata

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Niente Mondiali di atletica a Roma. Forti in pista, deboli fuori: così la candidatura italiana è stata sonoramente bocciata

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Niente Mondiali di atletica leggera a Roma. La candidatura italiana è stata sonoramente bocciata dalla Federazione internazionale, e per certi versi anche clamorosamente, visto che alla vigilia c’era grande ottimismo tra i nostri rappresentanti: le edizioni 2029 e 2031 si terranno rispettivamente a Nairobi e Monaco di Baviera.

Si tratta di un’assegnazione sorprendente, non soltanto per quanto riguarda le speranze tradite dell’Italia: è rimasta a bocca asciutta anche l’altra favorita, Londra, che puntava al bis del 2017 e dei Giochi 2012, forte di un’organizzazione ricca e consolidata. Dopo Tokyo 2025 e Pechino 2027, in molti erano convinti che nel 2029 la rassegna sarebbe tornata nel vecchio continente, c’era chi parlava addirittura di una possibile doppietta europea (di qui le alte chance di Roma). Invece per il 2029 World Athletics ha votato per una storica prima volta in Africa: si tratta di un grande riconoscimento per un intero continente, che soprattutto in questa disciplina rappresenta un’eccellenza mondiale non più ignorabile, e che in futuro potrebbe puntare anche alle Olimpiadi. L’Europa deve accontentarsi dell’edizione successiva, nel 2031, e lo farà con la Germania, che aveva già ospitato l’evento nel 2009 (proprio a Monaco) e nel ’93.

Il presidente della Fidal, Stefano Mei, accogliendo la decisione con rispetto e rammarico, rivendica una “candidatura di altissimo livello, costruita con professionalità, competenza e passione”. “Il progetto – prosegue – era solido, credibile e all’altezza dei più importanti standard internazionali. Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e sono orgoglioso del lavoro svolto da tutte le persone che hanno contribuito alla candidatura”. In realtà, la sconfitta è cocente. Dimostra la scarsa considerazione politica di cui gode la nostra Federazione a livello internazionale, nonostante i grandi risultati raccolti dagli azzurri in pista e pedana (il movimento è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, l’exploit delle Olimpiadi 2021 non è rimasto un episodio isolato).

Di certo, ha pesato negativamente l’esperienza degli Europei 2024: quella che doveva essere la prova generale in vista dei Mondiali è stato in realtà un disastro sul piano organizzativo e mediatico che è rimasto nella memoria dei vertici internazionali. Così come non si può dimenticare la brutta figura di un paio d’anni fa, con la candidatura prima presentata e poi ritirata per il 2027. Inoltre, checché ne dica il presidente Mei, anche quella per il 2029 presentava molti limiti: proprio sul Fatto Quotidiano negli scorsi mesi avevamo svelato in anteprima i dettagli del dossier, dai costi alti (oltre 100 milioni), con diverse incognite irrisolte.

Una candidatura raffazzonata, quasi interamente a carico dello Stato, che però il governo pur sostenendo formalmente (il ministro Abodi aveva firmata la lettera di garanzia) non era mai stata abbracciata davvero dalla politica, che non si è spesa particolarmente in vista dell’assegnazione. Tutti fattori che hanno spinto World Athletics altrove, verso il Kenya e la Germania, nonostante il favore generale con cui i dirigenti internazionali guardano le candidature italiane (una rassegna nel Belpaese fa sempre piacere agli organizzatori). Pericolo scampato.

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