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Monday, September 7, 2026

Caso Pierina, Dassilva rompe il silenzio: "Manuela mi ha accusato per difendere qualcuno"

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In un primo momento non avevo neanche capito cosa fosse successo, anche perché avevo paura. Poi ho realizzato e mi sono sentito libero”, Louis Dassilva torna a parlare dopo l'assoluzione dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli e lo fa in televisione, nella prima intervista dopo il verdetto della Corte d'Assise di Rimini. Ospite di “Ore 14”, nel nuovo programma di Rai 2 condotto da Salvo Sottile, l'uomo ha ripercorso i momenti della sentenza, i quasi due anni trascorsi in carcere e il difficile ritorno alla vita fuori dalla detenzione.

“Ho pregato tanto”, ha raccontato. La sera in cui è uscito dal carcere per andare in Tribunale, ha ricordato, “ho pensato: mi confido al Signore”. Poi la lettura della sentenza e la consapevolezza di essere nuovamente libero.

“Riprendersi la vita non è facile”

Dassilva è stato assolto il 10 giugno dalla Corte d'Assise di Rimini dall'accusa di omicidio premeditato di Pierina Paganelli. La donna, 78 anni, era stata uccisa il 3 ottobre 2023 nel complesso condominiale di via del Ciclamino, a Rimini. Il corpo era stato trovato la mattina successiva dalla nuora Manuela Bianchi. L'autopsia aveva accertato 29 coltellate.

Dopo quasi due anni di carcere, Dassilva è tornato libero immediatamente dopo la lettura del dispositivo. Ora, però, racconta quanto sia difficile riappropriarsi di una quotidianità che per lui si è interrotta con l'arresto.

La sentenza ha segnato una svolta radicale nella sua vicenda personale, ma non ha chiuso il caso giudiziario. La Procura di Rimini ha infatti presentato ricorso in appello e l'udienza davanti alla Corte d'Appello di Bologna potrà essere fissata dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado.

“Manuela mi ha accusato per difendere altri o se stessa”

Nel faccia a faccia con Sottile, Dassilva è tornato anche sul rapporto con Manuela Bianchi, la nuora di Pierina e sua ex amante, la cui testimonianza ha avuto un ruolo centrale nel processo.

Secondo quanto riferito da Dassilva, Manuela potrebbe averlo accusato “per difendere altri o se stessa”. È una sua valutazione, che si colloca in un processo nel quale la ricostruzione delle dichiarazioni della donna e della loro attendibilità è stata uno dei punti più delicati dell'accusa.

La Procura aveva sostenuto che fosse stato Dassilva a uccidere Pierina, contestandogli l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e da altre circostanze. La difesa aveva invece insistito sulle lacune investigative e sull'assenza di una prova ritenuta sufficiente a superare la soglia dell'oltre ogni ragionevole dubbio. 

Le motivazioni, chiesta una proroga di 90 giorni

Proprio oggi, 7 settembre, sarebbe scaduto il termine originario per il deposito delle motivazioni della sentenza. La presidente della Corte d'Assise, Fiorella Casadei, ha chiesto però una proroga di ulteriori 90 giorni. La richiesta è stata depositata mentre la Procura si prepara a sostenere l'impugnazione del verdetto.

Le motivazioni saranno quindi decisive per comprendere il percorso logico seguito dalla Corte nell'assolvere Dassilva e costituiranno uno degli elementi sui quali si misurerà il successivo giudizio d'appello.

Il verdetto era arrivato dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, al termine di un processo durato mesi e seguito con enorme attenzione dall'opinione pubblica. 

Un delitto ancora senza un colpevole

L'assoluzione di Dassilva non ha individuato un diverso responsabile per l'omicidio di Pierina. È questo uno degli elementi che rendono ancora aperta la vicenda.

Pierina Paganelli fu trovata morta nel seminterrato del condominio di via del Ciclamino dopo essere rientrata da un'adunanza dei Testimoni di Geova. Per l'accusa, il movente del delitto sarebbe stato legato alla relazione sentimentale tra Dassilva e Manuela Bianchi. L'uomo era il marito di Valeria Bartolucci, mentre Bianchi era la nuora della vittima.

“Amo mia moglie”

Nel nuovo faccia a faccia televisivo, Dassilva ha parlato anche della moglie Valeria Bartolucci, rimasta al suo fianco durante la detenzione nonostante la relazione extraconiugale del marito con Manuela Bianchi.

“Siamo ancora insieme”, ha raccontato, spiegando di avere ritrovato con lei un rapporto fondato sulla fiducia. Del tradimento, ha ammesso, “non sono stato fiero” e ha riconosciuto di aver ferito la moglie e le rispettive famiglie.

Quanto a Manuela, invece, il tono è completamente diverso. Alla domanda su cosa le direbbe se dovesse incontrarla, Dassilva ha risposto di non avere “nessuna parola da dirle”.

La libertà dopo 694 giorni e attesa per l'appello

La prima intervista televisiva arriva dunque in una fase sospesa: per Dassilva il carcere è finito, ma il caso Pierina è ancora pienamente dentro il percorso giudiziario e la Procura prepara l'appello

Le motivazioni della Corte dovranno spiegare perché, dopo un processo costruito attorno a una sola accusa, non sia stata raggiunta la certezza necessaria per condannarlo.

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