Andare al museo o ascoltare musica può aiutare a ridurre stress e ansia? Cosa dice la scienza e il nuovo esperimento sulla salute mentale degli studenti della Bocconi
Possono una biblioteca, un museo o un concerto musicale trasformarsi in luoghi di benessere e salute per la mente? La domanda non è secondaria, in un momento in cui la salute psicologica dei giovani è diventata una delle emergenze sociali più rilevanti.
L’Organizzazione mondiale della sanità indica che nel mondo circa un adolescente su sette, tra i 10 e i 19 anni, vive con un disturbo mentale: una platea di circa 185 milioni di giovani. Di fatto, diverse ricerche indicano che è possibile intervenire in queste problematiche anche attraverso l’esperienza culturale, facendo dialogare arte, neuroscienze e scienze del benessere.
Ne è un esempio il progetto InsideArts, nato dall’idea di Felicia Cigorescu, attivista per i diritti umani e curatrice d’arte da tempo impegnata nella ricerca sul rapporto tra arte e salute, che lo ha realizzato insieme a un gruppo di esperti. Il progetto ha trovato un’importante applicazione all’Università Bocconi, nell’ambito di PRO-BEN, il programma nazionale promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per sostenere il benessere psicofisico degli studenti universitari e contrastare il disagio psicologico ed emotivo. E si concretizza in uno studio rivolto a una comunità universitaria di oltre 16mila studenti.
In pratica, InsideArts e Università Bocconi hanno realizzato InsideArts – A Meditation Playlist, un’app pensata per accompagnare gli studenti attraverso un percorso di ascolto personalizzato. Dopo un breve questionario iniziale, l’algoritmo individua il profilo e i bisogni della persona e propone una selezione di tracce audio pensate per favorire concentrazione, rilassamento ed equilibrio emotivo, in funzione delle diverse esigenze dello studente.
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