“A Napoli servono più Gip, pendono 1300 richieste di arresto, quasi tutte per camorra. Alcune sono ferme da due anni”, l’allarme del procuratore di Napoli Nicola Gratteri
Mancano almeno dieci Gip a Napoli e 1300 richieste di arresto si accumulano negli armadi degli uffici. Il procuratore Nicola Gratteri è tornato a parlarne – ilfattoquotidiano.it ne scrisse in esclusiva a giugno – a margine della conferenza stampa su 31 arresti di camorra per narcotraffico a Bagnoli contro il clan Petrone-Puccinelli, sottolineando che “circa 1150 sono solo per procedimenti di competenza della Direzione distrettuale Antimafia. Ci sono richieste ferme anche da due anni. La carenza di organico non è un fatto di oggi se adesso mancano 10 gip, l’anno scorso ne mancavano 8. Cambia poco. C’è bisogno di nuovi giudici perché la produzione della Procura di Napoli è aumentata. E allora bisogna attrezzare l’ufficio gip, riempiendo le piante organiche da parte del Csm e da parte del ministero”.
Parole che vanno lette anche alla luce della circostanza che a febbraio entrerà in vigore la riforma Nordio sul Gip collegiale: saranno tre giudici a decidere sulle misure cautelari.
Gratteri aveva rilanciato la problematica già durante la cerimonia per l’insediamento del nuovo presidente del tribunale Gabriella Maria Casella. Sollevando proteste e polemiche, anche per i passaggi sulla necessità di celebrare udienze anche di pomeriggio. “Alcuni si sono arrabbiati, dicono che l’avvocato non può stare dalle 9 alle 16 in tribunale. Non è vero, perché se solo l’avvocato che ha parlato si fosse letto il protocollo che è stato sottoscritto, ricordo non solo dal Consiglio degli avvocati ma anche delle Camere Penali, avrebbe letto che sono previste le fasce orarie di inizio dei processi. È falso dire che si aspetta dalle 9, perché se si rispetta quel protocollo c’è un calendario. Perché allora nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si fa udienza di pomeriggio? È vero, i giudici devono fare anche le camere di Consiglio, lo so bene. Mica a Santa Maria Capua Vetere non fanno le camere di Consiglio? Quindi – ha concluso Gratteri – si possono fare anche a Napoli e si può lavorare tranquillamente di pomeriggio come si fa in quasi tutti i tribunali d’Italia”.
Nel corso della conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche il procuratore aggiunto Sergio Amato, il generale dei carabinieri Biagio Storniolo e i vertici dei carabinieri di Bagnoli, sono stati illustrati i numeri del blitz eseguito dall’Arma: le piazze di spaccio del rione Traiano fruttavano 450.000 euro al mese, i militari hanno sequestrato 55mila euro in contanti, un Rolex da 11mila euro e anche una collana di diamanti.
Droga spacciata “just in time”, ha spiegato il generale Storniolo, “la droga era custodita altrove e veniva trasferita solo poco prima della cessione”. Era custodita in bunker ricavati in cantine ‘sequestrate’ ai proprietari delle case di edilizia popolare. Un sofisticato sistema di videosorveglianza teneva al sicuro la merce. “Penetrarlo non è stato facile”, ha detto il tenente colonnello Giuseppe Musto, comandante del Gruppo Napoli.
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