Israele, Eisenkot: "Exit sfiduciano Netanyahu". Sa'ar: "Sinistra festeggia troppo presto"

Le elezioni per il rinnovo della Knesset israeliana (GLI AGGIORNAMENTI LIVE) si sono chiuse con un testa a testa. I risultati definitivi dovrebbero arrivare domani, 28 ottobre, ma stando ai primi exit poll nessuno dei due principali schieramenti politici del Paese avrebbe raggiunto i 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza (in tutto i seggi sono 120). Il partito Likud del premier Benjamin Netanyahu ha ottenuto la maggioranza relativa, ma la coalizione di cui fa parte – secondo i dati di Channel 12 - si è fermata a 50 seggi. La coalizione avversaria, quella del blocco del cambiamento di Gadi Eisenkot, ne ha ottenuti 52. In attesa dei risultati finali, entrambe le parti rivendicano il loro successo.
Grande successo per i partiti a maggioranza araba, sempre secondo gli exit poll di Channel 12, secondo cui avrebbeto ottenuto il numero record di 18 seggi, quasi raddoppiando quelli attuali.
Sceglici su:
Quello che devi sapere
Eisenkot: "Totale sfiducia nei confronti di Netanyahu"
“'I risultati preliminari indicano una totale sfiducia nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza sionista e della maggioranza dei cittadini israeliani. Se questi saranno i risultati definitivi, si tratterà di una vittoria per la maggioranza sionista in Israele. Agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo, per sostituire il governo Netanyahu e per istituire al più presto un governo per l'arruolamento sionista'', promette il leader di Yashar, Gadi Eisenkot.
Ti potrebbe interessare anche: Chi è Benjamin Netanyahu, la storia del primo ministro israeliano
Golan: "Cacciato il governo di Netanyahu"
Anche il leader dei Democratici, Yair Golan, festeggia gli exit poll. "L'opinione pubblica ha espresso la sua voce, ha cacciato il governo Netanyahu. Abbiamo ricevuto un'opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi", ha detto.
Ti potrebbe interessare anche: Elezioni Israele, chi è Gadi Eisenkot: il candidato che sfida Netanyahu
pubblicità
Lapid: "Sconfitta pesante per Netanyahu"
"Non vi fate confondere: il blocco di Netanyahu ha subito una sconfitta pesante", scrive su X Yair Lapid, il fondatore di Yesh Atid, che si è alleato in B'Yachad con Naftali Bennett. Lapid parla di "un crollo totale" del blocco di Netanyahu: "I votanti hanno detto a loro di tornare a casa".
Gantz: "Unica soluzione è governo di unità sionista"
''Il popolo israeliano ha scelto il cambiamento: questo deve essere un cambiamento giusto'', commenta Benny Gantz, il leader di Blu e Bianco che si è ritirato dalla corsa elettorale in Israele lo scorso 19 ottobre. ''Lo Stato di Israele si trova ad affrontare enormi sfide, sia interne che esterne. Invito tutti i leader dei partiti sionisti e statalisti ad avviare immediatamente negoziati per istituire un governo di unità sionista che superi le divisioni e per evitare ulteriori elezioni. Questa è la soluzione giusta e l'unica possibile'', ha scritto su X.
pubblicità
Ministro Sa'ar: "Celebrazioni della sinistra premature"
Di tono opposto le parole del ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. “Le celebrazioni della sinistra sono premature. L'arroganza dei commentatori di parte è ridicola. Una cosa sembra certa: il Likud è il partito più grande in Israele'', scrive su X.
Ben-Gvir: "Governo unità nazionale sarebbe paralisi"
Il ministro per la Sicurezza nazionale e leader di Otzma Yehudit, Itamar Ben-Gvir, guarda al futuro, criticando un ipotetico governo che metta insieme Likud e Yashar. Rivolgendosi agli attivisti presso la sede del partito, Ben-Gvir ha detto: "Purtroppo sento parlare di un governo di unità nazionale con Eisenkot, lo stesso scenario contro cui avevo messo in guardia e che i nostri amici del Likud si sono affrettati a smentire, affermando 'non è vero'. E ora, due minuti dopo la pubblicazione degli exit poll, sentiamo parlare di un governo di unità nazionale. Questo sarebbe un governo di paralisi".
pubblicità
Liberman: "Netanyahu ha distrutto il campo nazionale"
"Ciò che è emerso oggi è una cosa sola: il primo ministro si è comportato come un boss della malavita, niente di meno. Ha oltrepassato ogni limite", dice il leader di Yisrael Beiteinu, Avigdor Liberman, commentando gli exit poll. "Ho ricevuto decine di telefonate dai miei amici del Likud: quest'uomo deve dimettersi. Chiunque sia fedele alla via di Herzl, Trumpeldor e Jabotinsky deve estrometterlo. Innalziamo la bandiera della rivolta all'interno del Likud. Dite ad alta voce ciò che pensate, ha distrutto il campo nazionale", ha aggiunto.
Ofer Winter: 'Amcha Israel movimento destinato a restare"
Con tutti gli exit poll che stimono che il suo partito, Il Popolo di Israele, non abbia superato la soglia di sbarramento necessaria per entrare nella prossima Knesset, il leader di 'Amcha Israel' Ofer Winter sembra attribuire il risultato agli attacchi del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dei suoi alleati. Winter, riferisce 'The Times of Israel', ha sottolineato che lui e la sua formazione di destra si sono trovati "a dover affrontare una macchina che avrei voluto avessero usato contro Hamas: avremmo vinto". Il Popolo di Israele, sottolinea, "è un movimento destinato a restare. Non siamo noi il nemico. Qui hanno fatto una confusione totale, ma rimedieremo". Winter, ha auspicato la formazione di un "governo ampio".
pubblicità
Lista Unita arabi: "Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo"
Enorme soddisfazione per i partiti arabi. "Lo sentivamo già sul territorio e avevamo previsto che la Lista Unita avrebbe potuto raggiungere i 10 seggi o anche di più. Ne avevo parlato anch'io. Riteniamo che i risultati dimostrino che siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo: una lista unita forte, capace di cambiare e con la nostra intatta capacità di non spezzarci", ha detto Yousef Jabarin, il presidente della Lista Unita, uno dei partiti arabi (raggruppamento di tre fazioni).
Lista unita arabi: "Grande finestra per cacciare fascisti e razzisti"
"Questa è la nostra vittoria. L'alta affluenza alle urne dimostra che la popolazione araba vuole vivere in pace e uguaglianza. Oggi abbiamo aperto una grande finestra per cacciare i fascisti e i razzisti". Così invece Baker Awawdy, candidato alla Knesset sempre per la Lista Unita.
pubblicità
Mansour Abbas: "Verso una nuova realtà per il Paese"
"Trasformeremo i seggi che abbiamo conquistato in una nuova realtà per il Paese'', ha dichiarato invece il leader di Ra'am, Mansour Abbas, l'altro principale partito arabo.
Gruppo famiglie 7/10: "Ora commissione inchiesta 7/10"
"Queste elezioni hanno riguardato la verità, la responsabilità e l'istituzione di una commissione d'inchiesta statale sul massacro del 7 ottobre", dichiara il gruppo 'Famiglie del Consiglio di Ottobre', secondo cui "emerge, nella futura Knesset, una chiara maggioranza di 70 parlamentari favorevoli alla creazione di tale commissione". E aggiungono: "I cittadini israeliani si sono espressi: è giunto il momento che gli eletti facciano ciò che è loro richiesto. Chiediamo che tutti i leader di partito e i membri della Knesset che si sono impegnati a istituire una commissione d'inchiesta statale si uniscano - ancora prima dell'insediamento della nuova Knesset - e garantiscano che, fin dal primo giorno di attività, lavoreranno per dare vita a questa commissione, senza indugi e senza porre condizioni".
Per approfondire: 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.