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Friday, September 11, 2026

Venezia 83, standing ovation per Naza: 24.5 minuti di applausi. Ghali in sala

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Oggi, giovedì 10 settembre 2026, si apre la nona giornata dell'83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (IL PROGRAMMAIL RED CARPET DELL’OTTAVA GIORNATA - TUTTI I FILM IN CONCORSO).

Tra i 21 film in Concorso ci sono il film Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor e Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser e con Chiara Mastroianni.

Fuori Concorso ci sono i film sia Non Fiction Be Brave di Francesco Carrozzini e con Jovanotti, John Galliano e Anna Wintour, sia Fiction Scherzetto di Mario Martone e con Toni Servillo e Serena Rossi (che riceverà anche il Premio Campari Passion for Film), e ancora SeriesPeccato di Valerio Vestoso e con, tra gli altri, Emanuela Fanelli, Francesca Archibugi, Caterina Balivo, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Paolo Genovese, Fabio Fazio, Gigi Marzullo, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi, e infine Film on Films Twist & Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur.

Nella sezione Orizzonti ci sono i film What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski e Until the Day Ends di Jelena Maksimoviç. Per Orizzonti Corti, nella sezione Fuori Concorso, ci sono anche Il senso della terra di Alessandro Ingariae Simone Massi, Man Made Lake di Annie Ning, Angelo Azzurro di Tommaso Acquarone, Una Fortaleza di Alba Gaviraghi, Paper Plane di Saoirse Ronan, Distant Blue di Amir Houshang Moein e Mothmama di Jessica DiCosta.

Nella sezione Venezia Spotlight c’è il film Ground Floor di Gábor Reisz.

Nella sezione Venezia Classici ci sono i film Los de la Mesa 10 di Simón Feldmane The Wild Angels di Roger Corman.

Nella sezione Giornate degli Autori ci sono i film El Fantasma di Ignacio Masilorens e David Lamelas e Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.

Nella sezione Settimana della Critica ci sono i film Se mai le cose di Giulia Cosentino e El Fin de los Tiempos di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas.

Le migliori foto della conferenza stampa di "Scherzetto"

Le migliori foto della conferenza stampa di Scherzetto, film fuori concorso di Mario Martone, pubblicate sulla pagina Instagram della Biennale di Venezia. In foto Toni Servillo, Serena Rossi, Lorenzo Perrotta. 

Toni Servillo e Mario Martone in posa per "Scherzetto"

Toni Servillo e Mario Martone posano al photocall di Scherzetto, film fuori concorso di Martone.

Enzo Rosso al photocall di "Be Brave"

Enzo Rosso posa per il photocall di Be Brave, il film fuori concorso di Francesco Carrozzini. 

Al via il red carpet di "Naza"

A Venezia 83 è arrivato il momento del red carpet di Naza, film in concorso di Yuval Abraham e Rachel Szor che, dalla sinossi ufficiale, "rivela i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele" grazie al lavoro di mesi di inchieste e di giornalismo investigativo condotto sul campo.

Chiara Mastroianni e Melvil Poupaud in posa per Un Peu Avant Minuit

Melvil Poupaud e Chiara Mastroianni posano al photocall di Un Peu Avant Minuit.

Il photocall di Un Peu Avant Minuit

Il Photocall di Un Peu Avant Minuit, film in concorso di Nicolas Pariser. In foto Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni e il regista.

Il photocall di NAZA

Il photocall di Naza all'83esima Mostra del Cinema di Venezia. Nelle foto Yuval Abraham e Rachel Szor.

A La Niña il Soundtrack Stars Award 2026

Va a Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis il Soundtrack Stars Award 2026 per la migliore colonna sonora tra i film della selezione ufficiale all'83esima Mostra del Cinema di Venezia. Il riconoscimento, giunto alla 14esima edizione, è stato assegnato dalla giuria presieduta da Laura Delli Colli a La Niña e Alfredo Maddaluno per le musiche del film. Secondo le motivazioni, la colonna sonora del film di De Angelis "va oltre il semplice contrappunto musicale diventando protagonista, come la sceneggiatura e la regia", sottolineando perfettamente il clima di tensione della pellicola. 

Il cast di "Scherzetto" in conferenza stampa a Venezia

Toni Servillo, che veste i panni del protagonista Daniele, ha lodato proprio il giovanissimo collega: "Ha interpretato tutta questa avventura come un enorme gioco. La regola fondamentale del gioco del recitare è imparare la parte a memoria, e qui si è arrivato con le battute perfette tutti i giorni. Anzi, conosceva anche le mie e se io qualche volta mi sbagliavo mi correggeva". Sul suo personaggio, un uomo in crisi, Servillo aggiunge: "Quest'uomo si trova a riflettere sul senso del suo mestiere, mettendolo in relazione alla sua origine, un'origine molto popolare dalla quale lui ha voluto affrancarsi da quella violenza, da quell'approssimazione. Si interroga sul credito, che è una cosa molto importante oggi: che significato ha? Che artista sono io? Sono capace di definirmi autonomamente o sono il risultato del credito che gli altri mi hanno dato?". Per Lorenzo Perrotta, appena 5 anni, l'esperienza è stata entusiasmante come dimostra con disinvoltura davanti ai microfoni: "Fare un film è stato un gioco per me. Mi è piaciuto l'incubo del nonno, saltare sul letto, stare cavalluccio e correre per casa". E sulla precisione nel ricordare le battute, scherza rivolgendosi alla madre: "In effetti mamma ti avevo detto che mi dovevi sentire. Mi sono divertito un sacco e mi mancherà tanto". A fare da ponte tra questi due mondi è Serena Rossi, la figlia di Daniele e madre del bambino. "È una mamma che lavora, e' una matematica, una donna in carriera che ha un bimbo piccolo e un marito che fa il suo stesso mestiere. È una donna che va sempre di fretta", spiega l'attrice. "È quella che dà quella spinta, che mette insieme quel ponte tra queste due generazioni, due persone che ama profondamente". Lavorare con Martone e Servillo è stata una continua scoperta per lei: "Voglio mantenere dentro di me questo incanto che c'è nel giocare insieme a dei grandi, sono loro che mi hanno chiesto a me di giocare con loro. È stato bello e ho

imparato un sacco di cose".

Martone, in "Scherzetto" il rapporto nonno-nipote

"C'è questo stare in bilico tenuto con una grande tensione dall'inizio alla fine tra il divertimento, la risata e il timore che possa accadere qualcosa di tremendo. Questi fantasmi e questa tensione aleggiano dall'inizio alla fine". Così il regista Mario Martone introduce l'anima di Scherzetto, il suo nuovo film tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone e presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola esplora il confronto generazionale e l'eredità culturale, filtrati attraverso il rapporto inedito tra un nonno e un nipote. "Mi interessava molto - prosegue Martone - come questo aspetto di questa societa' patriarcale, così violenta e positiva, castrante per certi versi, potesse uscire da quel canone arcaico, prepotente, violento e in alcuni casi anche volgare". Una riflessione che per il regista affonda nelle radici familiari: "A mio padre è successo quello che succede a Daniele nel film, cioè che suo padre, mio nonno, gli abbia detto a un certo punto, perché andava male a scuola: 'tu da domani vai a lavorare, non vai più a scuola'. Sono cose che fanno parte di una memoria, di una sofferenza anche". Fondamentale sul set l'energia del piccolo Lorenzo Perrotta: "Capendo che cosa si poteva fare con lui, ho preso una GoPro, gliel'ho messa sulla testa: 'Allora Lorenzo, tu puoi fare quello che vuoi, piglia e vai!'. E lui è come un pazzo".

I numeri della 15a Venice Production Bridge

Il Venice Production Bridge ha visto svolgersi quest'anno la sua 15esima edizione nell'ambito della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Punto di incontro consolidato e specializzato per tutti i professionisti del settore cinematografico il Venice Production Bridge ha totalizzato 3mila accreditati (di cui 1371 Industry Gold, 808 Industry Trade e 809 Industry Professional) tra le tipologie Industry Gold, Industry Trade e Industry Professional. Il Venice Gap-Financing Market ha celebrato la sua tredicesima edizione nel 2026. Per questa edizione sono stati presentati alla preselezione del Venice Gap-Financing Market 371 progetti (331 nel 2025) diretti da 413 registi, di cui 142 registe donne, 11 registi non binari e 260 registi uomini. Sono stati selezionati 51 progetti diretti da 59 registi, di cui 37 progetti di fiction e documentari e 14 progetti immersivi. Di questi, 23 sono stati realizzati da registe donne e 36 da registi uomini. I 51 progetti di fiction, documentari e immersivi, più 11 progetti Biennale College Immersive e 3 Biennale College Cinema (fiction), compresi i progetti selezionati per il VPB Focus Grecia, sostenuto da EKKOMED Hellenic Film and Audiovisual Centre, e il VPB Focus Svizzera sostenuto da SWISS FILMS, sono stati presentati nell'arco di 3 giorni e sono stati organizzati 1402 incontri one-to-one.

Il Book Adaptation Rights Market ha celebrato la sua undicesima edizione nel 2026. Trenta case editrici e agenzie letterarie hanno partecipato a questa edizione. In totale sono stati organizzati più di 527 incontri one-to-one con produttori per la trasformazione dei diritti audiovisivi. Inoltre, sabato 5 settembre presso l'Hotel Excelsior è stato organizzato il panel "Stories Across Platforms: Crossover Strategies Between Books, Audio and Film". Il Venice Production Bridge ha organizzato la quattordicesima edizione del suo programma Final Cut in Venice (6 - 8 settembre), il workshop a sostegno dei film in fase di post-produzione provenienti dall'Africa e dai Paesi arabi (Iraq, Giordania, Libano, Palestina, Siria e Yemen). Sono stati presentati 83 progetti diretti da 87 registi (25 diretti da registe donne e 62 da registi uomini), di cui 6 sono stati selezionati (2 diretti da registe donne e 4 da registi uomini). Tra il 6 settembre e l'8 settembre 6 work in progress sono stati presentati in Sala Pasinetti (Palazzo del Cinema), seguiti da un Q&A, mentre l'8 settembre sono stati organizzati 40 incontri one-to-one tra i team dei progetti e potenziali finanziatori. Per il decimo anno, La Biennale di Venezia assegna il premio di 10.000 al miglior film in post- produzione. La Giuria del Premio La Biennale di Venezia ha premiato il film: MADI MAKAMBU di Machérie Ekwa Bahango (Repubblica Democratica del Congo, Francia, Belgio). 

Emanuela Fanelli presenta "Peccato" a Venezia 83

A Venezia 83 arriva "Peccato", la serie tv HBO Max con Emanuela Fanelli. Le sue parole.

Regista Naza: "A Gaza schemi simili a olocausto"

"Il centro di gravità del film è l'uccisione stessa, le vittime stesse. Ci sono molte differenze tra l'olocausto (e quello che sta accadendo a Gaza), ma quando si dice "mai più" bisogna riflettere non solo sui fatti, anche sugli schemi applicabili o visibili nel nostro presente. Non sto dicendo che sia simile all'olocausto ma dovremmo riconoscere degli schemi di deumanizzazione che sono simili quando abbiamo un sistema di uccisione che, come dimostriamo nel film, ha come target per esempio le case delle famiglie". A dirlo in conferenza stampa è Yuval Abraham, regista assieme a Rachel Szor di Naza, film in concorso all'83esima Mostra del cinema di Venezia. La pellicola, prodotta dal quotidiano britannico The Guardian mette sullo schermo mesi di inchieste e di giornalismo investigativo condotto sul campo a Gaza. "Molte cose rivelate nel film erano state scritte, pubblicate dal Guardian e documentate dai giornalisti presenti a Gaza - ha aggiunto Szor - ma era importante inserirli in un film perché è diverso quando sentiamo una persona parlarne davanti alle telecamere. Mettere pressioni su Israele per noi era la cosa più importante". Il film è stato inserito in concorso in extremis dal direttore artistico Alberto Barbera perché il processo di alterazione digitale delle voci e delle immagini (realizzato anche grazie all'intelligenza artificiale) e quindi di anonimizzazione delle fonti ha richiesto piu' tempo del previsto. "Uno delle ragioni per fare questo film è che ascoltare le testimonianze degli ufficiali che hanno operato e progettato i sistemi di uccisione possa rendere difficile negare questi crimini - ha infine aggiunto Abraham - diverse persone hanno parlato per diverse motivazioni: alcune hanno espresso rimorso, altre no, alcune hanno parlato in ebraico altre no, alcune hanno parlato addirittura con orgoglio sulla propria professione altre vergognandosene". 

Registi "NAZA": "Italia tra i pochi che blocca sanzioni Israele"

"È molto importante avere la distribuzione in Italia perché come ben sappiamo è uno dei pochi Paesi in Europa insieme alla Germania che blocca le sanzioni contro Israele e anche la fine dell'accordo commerciale che c'è tra Stati Uniti e Israele" . Così Yuval Abraham, coregista insieme Rachel Szor, di NAZA  l'atteso documentario prodotto da The Guardian che, secondo la sinossi ufficiale, "rivela i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele", sottolinea il fatto di avere la distribuzione di I Wonder che lo distribuirà nel nostro Paese. Questo docu potrebbe suscitare un  Watergate per Netanyahu? "Watergate? Non penso proprio. Il muro della negazione in Israele è molto spesso e resistente per penetrarlo e attraversarlo. Il tema della strage di palestinesi, di cui parliamo nel film, non è proprio sul tavolo per quanto riguarda le elezioni imminenti in Israele".

Al Lido il cortometraggio di studenti veneti sulla parità di genere

"Love? Cake!", il cortometraggio nato dal progetto "Il rumore delle immagini" che parla di parità di genere con un linguaggio diverso e immediato e promosso dal Cantiere delle Donne Aps, è arrivato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il corto è stato presentato oggi nello spazio della Regione del Veneto all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia, davanti a rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico e alle ragazze e ai ragazzi che hanno costruito il progetto. Alla presentazione hanno preso parte l'assessore alla Cultura del Veneto Valeria Mantovan, quello al Bilancio Filippo Giacinti, l'onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Ermelinda Damiano, assessore alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità del Comune di Venezia. Oltre trenta studentesse e studenti di Itc Calvi, Iis Valle, Engim Veneto Padova ed Enaip Padova hanno partecipato alle diverse fasi del lavoro: dalla costruzione della storia alla sceneggiatura, dalle riprese alla scelta di costumi e scenografie, fino ad alcune fasi del montaggio, affiancati da professioniste e professionisti del settore cinematografico. Il corto affronta relazioni, stereotipi, consapevolezza emotiva, rispetto e parità di genere con un linguaggio rapido e contemporaneo. Per Mantovan "la parità di genere, il rispetto nelle relazioni e il superamento degli stereotipi si costruiscono anche attraverso percorsi educativi capaci di coinvolgere direttamente ragazze e ragazzi. Vederli oggi al Lido, nello spazio della Regione del Veneto, a presentare il lavoro che hanno costruito insieme è particolarmente significativo. È la dimostrazione che investire nel dialogo tra scuola, cultura e cinema significa offrire ai giovani occasioni concrete per esprimersi, sviluppare competenze e diventare protagonisti del cambiamento". "Per affrontare la complessità della violenza di genere e del femminicidio - ha sottolineato Semenzato - occorre partire anche dall'utilizzo di nuovi linguaggi, un percorso che ho avviato da novembre 2023 con l'iniziativa del Taccuino degli appuntamenti sui 'Nuovi linguaggi contro la violenza di genere'. Una sorta di 'audizioni fuori dalla Commissione' dedicate all'arte, al cinema, alla danza, alla musica, alla cultura, al giornalismo, allo sport per parlare più velocemente alle cittadine, ai cittadini e ai giovani, i nostri primi interlocutori. E' fondamentale investire nella prevenzione, nella formazione e nell'educazione dei giovani ma dobbiamo lavorare tutti insieme, in rete". Dopo la presentazione istituzionale a Venezia, "Love? Cake!" ha attraversato il territorio con proiezioni e momenti di confronto. Nelle settimane precedenti all'appuntamento veneziano è arrivato anche l'invito dell'onorevole Elena Donazzan a portare il cortometraggio a Bruxelles.

Enzo Rosso su film con IA: "Tecnologia non sostituisce la creatività"

"Non è vero che la tecnologia sostituisce la creatività dei designer ma è pazzesco quanto ci stimola - ha detto Enzo Rosso presentando fuori concorso a Venezia 83 Be Brave, il documentario sulla sua vita - se devo fare un giubbino, posso chiedere 40, 50, 60 prove di contrasto colore e in poco tempo posso vederle sullo schermo, è un aiuto incredibile. Ma la creatività non è sostituibile. I valori dell'azienda, il modo di pensare, i dettagli e tutto quello che fa parte dell'heritage del brand non puoi farlo con l'IA. Non è click ed è pronto. È solo un grandissimo aiuto". Perché usare l'intelligenza artificiale per raccontare la storia di Renzo Rosso l'ha spiegato Lorenzo Mieli, produttore per Our Films. "La mia generazione è cresciuta con le pubblicità di Diesel, con il linguaggio innovativo che è stato fin da subito il suo marchio - ha detto - e l'IA è esattamente una innovazione di quella stessa portata. Quando è arrivata la Cgi (Computer-Generated Imagery) è cambiato il mondo degli effetti speciali. Molti mestieri sono tramontati, ma ora ci sono centinaia di migliaia di persone che lavorano con la Cgi. Ora arriva l'IA e ci saranno centinaia di migliaia di persone che ci lavoreranno. Accusare l'IA e basta sarebbe come accusare la Pixar di aver sostituito gli attori. Noi a differenza di molti non pregiudichiamo la IA, ma abbiamo voluto sperimentare". 

Enzo Rosso: "Film con IA perché innovazione mio Dna"

"Mi è stato chiesto da molti registi di fare il film della mia vita ma odio essere uno show man e quindi lo ho tutte rifiutate. A me non interessava dire: 'Quanto sono figo, guardatemi'. Sono un malato di tecnologia e amo essere il primo a fare le cose e amo cercare un linguaggio innovativo, è nel mio Dna, come è stato con Diesel. E così quando ho visto il pitch e mi hanno parlato dell'uso dell'intelligenza artificiale ho pensato: Wow". Lo ha detto il fondatore di Diesel Renzo Rosso alla Mostra del cinema di Venezia, durante la presentazione del docufilm Be Brave (Venice Open - fuori concorso) che racconta la sua vita. Il docufilm è realizzato interamente con l'intelligenza artificiale ed è una 'prima' per il festival di Venezia (e per i festival cinematografici in genere) che, è stato detto in conferenza stampa, "traccerà un nuovo solco".

La conferenza stampa di Un peu avant minuit in direetta streaming

Al via la conferenza stampa di Un peu avant minuit, film in concorso di Nicolas Pariser, con Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Léonie Simaga e Clara Pacini. La diretta streaming sul canale X della Biennale.

Fiorello e Achille Lauro al Lido docufilm Diesel

Lo showman Rosario Fiorello sbarca in Laguna in veste di testimonial Diesel in occasione della proiezione ufficiale del film Be Brave, documentario su Renzo Rosso fondatore del brand. Accompagnato dalla moglie Susanna Biondo, il conduttore ha catturato immediatamente i flash dei fotografi alla Darsena dell'Hotel Excelsior, sfoggiando un look casual ma d'impatto, in perfetto stile con il brand che rappresenta: occhiali da sole, gli immancabili jeans, t-shirt bianca e una vistosa giacca cangiante. "Ritorno in radio? Non so ancora quando", ha detto all'Agi mentre salutava i fan che lo acclamavano. Sempre per assistere alla proiezione del film, è arrivato in Laguna anche Achille Lauro. Il cantautore è sceso dalla barca accompagnato da Glenn Martens, direttore creativo di Diesel, e ha attirato l'attenzione dei presenti presentandosi con un look audace ed essenziale: camicia bianca sbottonata e pantalone nero. Tanti i fan che lo aspettavano non appena nelle scorse ore si era sparsa la voce della sua presenza.

Gli autografi a Venezia 83

Giornata ricca di autografi quella di ieri. La pagina Instagram della Biennale ne ha raccolti un po' in una serie di video pubblicati online. Protagonisti: Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera, La Niña, Barbara Ronchi, Vincent Lindon, Lino Musella, Tommaso Ragno ed Edoardo De Angelis.

Fanelli e i premi: "Ho capito che non devo far diventare l'attrice il metro di quanto sono felice"

Centrale nella narrazione di Peccato, serie con Emanuela Fanelli, è anche il rapporto ossessivo con i premi e con il David di Donatello, che nella serie spunta persino "dalla borsa della spesa" o come "suoneria" del telefono. Un successo, quello dei due David vinti nella realtà, che Fanelli analizza con grande lucidità, separando la persona dal personaggio: "Quando le cose sono andate bene e tanto velocemente, ho sentito subito il rischio di farmi definire da questo mestiere. Se avessi vinto il David dieci anni prima gli avrei dato un'importanza maggiore, invece ho capito che non devo far diventare l'attrice il metro di quanto sono felice. È un lavoro che amo tantissimo, ma la vita, e quello che mi smuove i sentimenti, sta da tutt'altra parte". Una maturità che si riflette anche nella scelta di ricoprire, per Peccato, l'inedito ruolo di showrunner: "È un ruolo che ho molto cercato, in cui si ha il controllo del pacchetto finale e si decide come viene realizzato un prodotto". Un passo autoriale che per il momento allontana l'ipotesi della conduzione televisiva, aprendo invece alla macchina da presa: "A me piace scrivere le mie cose o recitare, alla conduzione tv non ci penso. La regia potrebbe arrivare quando sarò un po' più pronta: se devo scegliere, penso più alla regia. Però un passetto alla volta", conclude Fanelli.

Fanelli: "Mio mockumentary racconta il fallimento"

"C'era un periodo in cui uscivano diversi documentari su artisti in vita con un racconto sempre eroico, in cui anche l'inciampo era visto come la forza per correre ancora più veloce, ma non mi sembrava un racconto tanto umano. Mi divertiva invece l'idea di raccontare un fallimento puro, senza appelli, usando me stessa ma pensandomi più avanti con l'età. Una donna che a un certo punto si ritrova a dire 'forse non era questa la vita che volevo'". Emanuela Fanelli racconta così al Lido di Venezia, l'anima della sua nuova serie Peccato, mockumentary in arrivo su HBO Max dal 2 ottobre in cui inscena il proprio tracollo professionale e personale in un fantomatico 2049. Scritta con Giulio Somazzi e il regista Valerio Vestoso, la serie è un vero e proprio "esorcismo"  contro la paura che tutto finisca, ma anche un trionfo dell'assurdo: "Abbiamo lavorato benissimo, avendola recitata in prova tantissime volte. Le risate sul set sono il termometro per capire se si sta andando nella direzione giusta - ha osservato il regista - Avevamo pochissimo tempo, quindi abbiamo dovuto bilanciare l'aspetto tecnico e quello più di pancia, ma è stato un viaggio pazzesco di sei, sette settimane". Un lavoro che ha coinvolto guest star d'eccezione, pronte a mettersi in gioco e a snaturarsi. Tra queste spicca Paola Cortellesi in una veste davvero inedita: "Ambientando la serie nel 2049 ci siamo permessi di immaginare un futuro in cui lei ricopre il ruolo di Presidente della Repubblica - svela Fanelli - sia per sorprendere il pubblico che per scherzare. Ma chissà, se le interessasse potrebbe riuscire anche in quello". 

Peccato, la serie tv con Emanuela Fanelli presentata a Venezia 83

Composta da sei episodi della durata di circa 30 minuti ciascuno, la nuova serie mockumentary comica con protagonista Emanuela Fanelli, diretta da Valerio Vestoso e presentata fuori concorso nella sezione Venice Open, è ambientata in un futuro prossimo. 

LEGGI QUI L'ARTICOLO DEDICATO

Emanuela Fanelli

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Emanuela Fanelli

Emanuela Fanelli al photocall di "Peccato", la serie che immagina il suo futuro nel 2049

Photocall alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 per Emanuela Fanelli, protagonista, ideatrice e coautrice di"Peccato", la nuova serie presentata nella sezione Open - Fuori Concorso Serie.

Diretta da Valerio Vestoso, la mockumentary comedy immagina un futuro in cui Fanelli, nel 2049, vive lontana dai riflettori dopo il tramonto della sua carriera. Attraverso un finto documentario costruito tra ricordi, testimonianze e materiali d'archivio, la serie prova a ricostruire lo scandalo che avrebbe portato l'attrice a sparire dalla vita pubblica.

Composta da sei episodi,"Peccato" arriverà su HBO Max dal 2 ottobre e vedrà la partecipazione di numerosi volti del cinema e della televisione italiana, tra cui Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Geppi Cucciari, Ferzan Özpetek e Paola Cortellesi

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Vincent Lindon al Lido per "Un bon petit soldat"

Arrivo al Lido per Vincent Lindon, tra i protagonisti della giornata alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. L'attore francese accompagna "Un bon petit soldat", il nuovo film di Stéphane Brizé presentato in concorso, che vede nel cast anche Alba Rohrwacher.

Il film racconta la storia di una dirigente delle risorse umane chiamata a conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi imposti dall'azienda. Quando si trova di fronte a un caso di gestione tossica del personale, è costretta a mettere in discussione certezze e principi che hanno guidato fino a quel momento la sua carriera.

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Violante Placido e Donatella Finocchiaro al Lido per "Tutte o Nessuna"

Arrivo al Lido per Violante Placido e Donatella Finocchiaro, protagoniste di uno degli appuntamenti della giornata alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. Le due attrici hanno posato insieme sul waterfront veneziano prima di prendere parte agli eventi in programma al festival.

Placido e Finocchiaro figurano tra gli ospiti della presentazione di"Tutte o Nessuna", il cortometraggio scritto e diretto da Giovanni B. Algieri, in programma oggi negli spazi dell'Hotel Excelsior.

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"Be Brave", Renzo Rosso arriva al Lido con il documentario di Francesco Carrozzini

Arrivo al Lido per Renzo Rosso, protagonista di "Be Brave", il documentario diretto da Francesco Carrozzini e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 nella sezione Venice Open - Fuori Concorso.

Insieme a lui anche il produttore Lorenzo Mieli e Roberto Beragnoli, che ha curato la direzione creativa dell'intelligenza artificiale utilizzata nel film.

Il documentario ripercorre la storia umana e imprenditoriale del fondatore di Diesel, raccontando l'ascesa di una delle figure più influenti della moda internazionale. Attraverso un uso innovativo dell'intelligenza artificiale, il film riflette inoltre sul rapporto tra creatività, tecnologia e verità, esplorando i confini sempre più sfumati tra reale e artificiale.

Tra gli ospiti che compaiono nel documentario figurano anche Jovanotti, John Galliano, Glenn Martens e Anna Wintour.

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"Dio ride", Giovanni Veronesi al Lido con il film che chiuderà Venezia 2026

Arrivo al Lido per Giovanni Veronesi, regista di"Dio ride", il film scelto per chiudere fuori concorso l'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. 

Ambientato nel Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta la storia di frate Leopoldo da Casamacchia, un religioso che parla di fede con un linguaggio semplice e vicino alla gente, conquistando migliaia di persone e attirando al tempo stesso l'attenzione delle autorità ecclesiastiche e dell'Inquisizione

Nel cast figurano Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, che interpreta Papa Innocenzo X. Il film sarà presentato in prima mondiale al Lido prima dell'uscita nelle sale italiane, prevista per il 29 ottobre 2026.

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Pierfrancesco Favino arriva al Lido per "Dio ride"

Arrivo al Lido per Pierfrancesco Favino, protagonista di"Dio ride", il nuovo film di Giovanni Veronesi scelto come film di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia 2026. L'attore è atteso insieme agli altri interpreti del film, tra cui Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.

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Mostra di Venezia 2026, cosa è successo nella giornata del 9 settembre

Dalla lotta contro il potere economico alle pressioni del sistema, fino alle sfide che nascono all'interno della famiglia. L'ottava giornata della Mostra del Cinema di Venezia 2026 è stata attraversata da un tema comune: individui alle prese con forze più grandi di loro. È il filo rosso che unisce i film protagonisti della giornata, da Union Town di Barbara Kopple a DAU di Ilya Khrzhanovsky, passando per Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé e Il Fuoco Che Ti Porti Dentro di Edoardo De Angelis. Nel video diffuso dalla Biennale di Venezia, il racconto in immagini della giornata di ieri al Lido.

Un Bon Petit Soldat, la recensione del film con Alba Rohrwacher

In Concorso alla 83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé trasforma l’ufficio in un campo di battaglia, dove il lessico del benessere aziendale nasconde la violenza della performance. Carla Moretti (Alba Rohrwacher), responsabile delle risorse umane, è chiamata a conciliare felicità dei dipendenti e redditività, mentre Vincent Lindon incarna un CEO carismatico e pragmatico. Tra team building, burnout, slogan motivazionali e una satira che sfiora Fantozzi, il regista passa dalla rabbia al disgusto e firma un film caustico, claustrofobico e terribilmente contemporaneo.

Venezia 83, Un bon petit soldat con Alba Rohrwacher. La recensione

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Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, la recensione

In Concorso all'83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia c'è il film Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo-memoir di Antonio Franchini (Marsilio, 2024). Una vigilia di Natale a Milano, un'intera vita compressa in una sera: Angela (Vanessa Scalera), madre invadente e magnifica, piomba a casa del figlio Antonio (Lino Musella), editore di successo che da Napoli è fuggito. Con Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno, un corpo a corpo comico e feroce, girato con maestria.

Il fuoco che ti porti dentro, la recensione del film a Venezia 93

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Il racconto dell'ottava giornata

In Concorso Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé e con Alba Rohrwacher, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis e con Vanessa Scalera e Lino Musella, e DAU di Ilya Khrzhanovsky. Fuori Concorso Union Town di Barbara KoppleListy (Letters from the Silenced Country) di Andrei Kutsila, Place to Be di Kornél Mundruczó e con Ellen Burstyn, Taika Waititi e Pamela Anderson, e Joie de Vivre (Parte 2) di Luca Guadagnino. In Giornate degli Autori Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi.

Il racconto della giornalista Denise Negri di Sky TG24.

Saoirse Ronan debutta alla regia a Venezia con il cortometraggio Paper Plane

In questa nona giornata della 83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezianella sezione Orizzonti Corti, nello specifico Fuori Concorso, sarà presentato il cortometraggio Paper Plane, il debutto alla regia di Saoirse Ronan.

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©Getty

Le pagelle ai look del 9 settembre

Sul tappeto rosso non solo Alba Rohrwacher per il film in Concorso Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé, ma anche il film Place to Be con Pamela Anderson e Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera e Lino Musella che hanno chiuso le sfilate sotto i riflettori.

Red carpet Mostra Cinema Venezia, le pagelle ai look del 9 settembre

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Oggi Naza, il docufilm sulla strage dei civili a Gaza

Oggi alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 sarà presentato in anteprima il documentario Naza, realizzato da due cineasti israeliani vincitori del Premio Oscar 2025 nella categoria Miglior documentario per il film No Other Land, Yuval Abraham e Rachel Szor, che promette di fare luce sull'uccisione di civili a Gaza. "Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, svela nel dettaglio i sistemi alla base dell'uccisione di massa, calcolata da Israele, di civili palestinesi", hanno spiegato. I produttori sono i britannici Jim Wilson e Jonathan Glazer (regista del film Premio Oscar La zona di interesse, ambientato ad Auschwitz) e il quotidiano britannico The Guardian. Secondo la testata, il titolo deriva da un acronimo militare israeliano usato come eufemismo dall'intelligence per indicare il numero di civili che si prevede verranno uccisi in un attacco aereo.

Secondo il Ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas, dall'ottobre 2023 i bombardamenti israeliani su Gaza hanno causato circa 73.500 morti e 174.500 feriti tra i palestinesi.

Insieme ai palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal, Abraham e Szor avevano raggiunto la notorietà con il film No Other Land, incentrato sulle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania e vincitore del Premio Oscar 2025 per il Miglior documentario.

Il docufilm Naza è stato aggiunto all'ultimo momento in Concorso a Venezia 83, dove gli organizzatori hanno inserito in programma diverse pellicole sul conflitto a Gaza, come Citizen Osama, la storia di un fotoreporter di Gaza alle prese con la ricerca di acqua e cibo e con le difficoltà nello svolgere il proprio lavoro, già presentato in anteprima la scorsa settimana e poi scelto come candidato palestinese per la categoria Miglior film straniero agli Academy Awards del 2027. L'anno scorso, il docu-drama The Voice of Hind Rajab sull'uccisione di una bambina palestinese di cinque anni a Gaza per mano delle forze israeliane si era invece aggiudicato il secondo premio della rassegna.

Russell Crowe arriva al Lido per presentare "What Love Builds"

L'attore premio Oscar è in laguna per presentare"What Love Builds", documentario autobiografico fuori concorso che firma come regista, sceneggiatore e protagonista. Il film ripercorre oltre quattro decenni di carriera e racconta il legame tra cinema e musica, da sempre due elementi centrali nel percorso artistico della star de Il gladiatore.

©Getty

Gli altri film, da Venezia Spotlight alle Giornate degli Autori

Nella sezione Venezia Spotlight c’è il film Ground Floor di Gábor Reisz.

Nella sezione Venezia Classici ci sono i film Los de la Mesa 10 di Simón Feldmane The Wild Angels di Roger Corman.

Nella sezione Giornate degli Autori ci sono i film El Fantasma di Ignacio Masilorens e David Lamelas e Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.

Nella sezione Settimana della Critica ci sono i film Se mai le cose di Giulia Cosentino e El Fin de los Tiempos di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas.

Orizzonti, a Orizzonti Corti - Fuori Concorso il film Paper Plane di Saoirse Ronan

Nella sezione Orizzonti ci sono i film What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski e Until the Day Ends di Jelena Maksimoviç. Per Orizzonti Corti, nella sezione Fuori Concorso, ci sono anche Il senso della terra di Alessandro Ingaria e Simone Massi, Man Made Lake di Annie Ning, Angelo Azzurro di Tommaso Acquarone, Una Fortaleza di Alba Gaviraghi, Paper Plane di Saoirse Ronan, Distant Blue di Amir Houshang Moein e Mothmama di Jessica DiCosta.

In particolare, ecco la trama del film Paper Plane di Saoirse Ronan: "Quando una giovane ragazza ribelle si rifugia nel silenzio e rifiuta di tornare a casa finché la presenza ingombrante del padre non sarà venuta meno, la madre deve decidere se seguirla o lasciarla andare".

Fuori Concorso - Film on Films Twist & Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur

Infine, Fuori Concorso, nella sottosezione Film on Films, c'è il film Twist & Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur.

Seijun Suzuki è una leggenda del cinema: un’esplosione di creatività pop e irriverente la cui audacia artistica, maturata nel Giappone degli anni Sessanta, continua a improntare sul cinema contemporaneo. Da Hong Kong a Hollywood, cineasti del calibro di John Woo, Jim Jarmusch, Quentin Tarantino e Wong Kar-wai gli rendono omaggio nelle loro opere. E in Giappone un’intera generazione di artisti – provenienti dal mondo dei manga, delle arti visive e della scena techno-pop – venera questo maestro capace di scardinare le regole del poliziesco e del melodramma. Twist & Shoot Mister Suzuki ripercorre i tratti distintivi dell’estetica di Suzuki sfidando a sua volta le convenzioni narrative: in questo caso, quelle dello stesso cinema documentario.

Fuori Concorso - Series, Peccato di Valerio Vestoso e con Emanuela Fanelli

Fuori Concorso, nella sottosezione Series, c'è la serie Peccato di Valerio Vestoso e con, tra gli altri, Emanuela Fanelli, Francesca Archibugi, Caterina Balivo, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Paolo Genovese, Fabio Fazio, Gigi Marzullo, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi.

Peccato è una serie mockumentary comica composta da sei episodi di circa 30 minuti, ambientati in un futuro prossimo. Un “what if” ironico che ripercorre la tumultuosa carriera e la vita di Emanuela Fanelli.

Anno 2049. Emanuela Fanelli ha 63 anni e vive reclusa in un paesino sperduto della Valle d’Aosta. Non recita più, non si concede agli obiettivi e alle firme dei rotocalchi. Obiettivi e firme che, bisogna dirlo, neanche la cercano più, visto l’oblio in cui è caduto il suo nome dopo anni di inattività. Ma perché? Quale scandalo l’ha costretta al ritiro?

Emanuela Fanelli, il look a Venezia con 23 anni in più. FOTO

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Fuori Concorso - Fiction, Scherzetto di Mario Martone e con Toni Servillo

Sempre Fuori Concorso, ma nella sottosezione Fiction, c'è il film Scherzetto di Mario Martone e con Toni Servillo e Serena Rossi (che riceverà anche il Premio Campari Passion for Film).

Una casa in cui hai abitato da bambino e dove non abiti più, una città che hai lasciato, un balcone, il vuoto, le voci della strada che risalgono con la loro oscena vitalità, e poi la sfida tra un nonno e un nipotino. Il nonno, Daniele Mallarico, ha superato i 70 anni, è un noto illustratore che, ormai vedovo, vive da solo a Milano. Il nipote si chiama Mario, cinque anni, una peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa. I suoi genitori sono orgogliosissimi di lui. È stata proprio la figlia Betta a chiedere a Daniele di tornare a Napoli, nella casa di famiglia, per tenere per qualche giorno Mario mentre lei e il marito, Saverio, sono fuori per un convegno, ma certo non poteva immaginare...Tra quattro mura e un balcone, si consuma un vero e proprio duello che mette Daniele di fronte ai suoi fantasmi.

Scherzetto Mostra del Cinema di Venezia 2026

©Webphoto

Fuori Concorso - Non Fiction, Be Brave di Francesco Carrozzini

Fuori Concorso c'è il film Non Fiction Be Brave di Francesco Carrozzini e con Jovanotti, John Galliano e Anna Wintour.

Nel 1996, Diesel sbarca ufficialmente negli Stati Uniti, da sempre la patria del denim, sfidando Levi’s sul suo stesso campo di battaglia: Lexington Avenue. È così che inizia Be Brave, il documentario su Renzo Rosso, il fondatore di Diesel e del gruppo OTB, oggi un vero e proprio impero della moda.

Per raccontare la sua storia, il regista intraprende un viaggio intervistando amici, colleghi, artisti e creativi. Tutti dicono la stessa cosa: incontrare Renzo è sentirsi visti per la prima volta. Renzo Rosso però non è solo un imprenditore e un designer, è anche un genio della comunicazione, un uomo che ha sempre spinto al limite il linguaggio, la provocazione, l’ironia. Da qui la scelta di utilizzare l’IA come strumento di racconto. Un gioco con lo spettatore, una scommessa. Per provare a stimolare una discussione sul progresso tecnologico raggiunto con l’IA e sulla vera creatività che può nascere solo dalla meravigliosa stupidità umana.

Concorso, Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser e con Chiara Mastroianni.

In Concorso c'è anche il film Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser e con Chiara Mastroianni.

Sul punto di separarsi dalla compagna, con la quale convive nella Francia orientale, il quarantanovenne Léo apprende della morte del padre biologico, che non ha mai conosciuto. Prima di partire per l’Italia, dove dovrà sbrigare le pratiche ereditarie, trascorre alcuni giorni a Parigi per fare un bilancio della propria vita. Tra conversazioni con la figlia attivista e incontri con i fantasmi del passato, comincia a interrogarsi sulla sua stessa esistenza e, soprattutto, sul suo rapporto con le donne.

Chiara Mastroianni Mostra del Cinema di Venezia 2026

©Getty

Concorso, Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor sulla guerra in Palestina

Tra i 21 film in Concorso c'è il film Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele.

Yuval Abraham Rachel Szor Naza

©Getty

Nel 2025 Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal e Yuval Abraham vincono il Premio Oscar per il Miglior documentario per "No Other Land"

Al Lido arrivano Naza e On Peu Avant Minuit

Ancora una giornata decisamente politica alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. Dopo le accuse antirusse mosse ieri dal regista del film Dau, il dissidente Ilya Khrzhanovsky, oggi è la giornata del documentario in Concorso Naza, realizzato dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor. Come recita la sinossi ufficiale, girato sui tetti di Gaza, "rivela i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele". Spazio poi all'altro film in Concorso, Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser e con Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni e Golshifteh Farahani. Tra gli appuntamenti della giornata anche il cortometraggio Al di sopra di ogni sospetto, realizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con Ohana Production e l'Associazione Giuridicamente Libera e dedicato alla lotta contro la violenza di genere. Lo stesso tema sarà trattato anche in About Women, l'iniziativa ideata dall'europarlamentare Alessandra Moretti e dedicata ai diritti, alla parità di genere e alle sfide della società contemporanea attraverso una prospettiva femminile.

Mostra del Cinema di Venezia 2026, tutti i film in concorso

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Mostra del Cinema di Venezia, al via la nona giornata

Oggi, giovedì 10 settembre 2026, si apre la nona giornata dell'83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

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