Clemente Russo torna sul ring a 44 anni: “Do una botta di immagine a tutto il movimento pugilistico”. La boxe italiana si affida ancora a Tatanka
Clemente Russo torna sul ring a 44 anni e, forse, il dato più interessante non riguarda soltanto lui. Riguarda la boxe italiana, che per ritrovare attenzione si affida a uno dei suoi campioni più riconoscibili del passato. Cinque anni dopo il ritiro del luglio 2021, Tatanka combatterà il 21 novembre a Milano contro Momo Elmaghraby, campione italiano dei pesi mediomassimi e più giovane di 16 anni. Un ritorno che riaccende i riflettori, ma racconta anche le difficoltà di un movimento reduce da un agosto nero tra i professionisti: Etinosa Oliha, Dario Morello e Guido Vianello hanno fallito tre occasioni importanti.
Russo non nasconde del resto anche questa ambizione. Nella sua intervista al Corriere della Sera spiega: “Tanti haters, come si chiamano oggi, potrebbero pensare che io stia facendo tutto questo per soldi o per rilanciare la mia immagine personale. Io lo sto facendo veramente per la mia fiamma che arde. Ma dietro questa fiamma c’è tutto un movimento pugilistico nazionale che riprende valore. In questo modo io do una botta di immagine a tutto il movimento pugilistico nazionale”. È il paradosso: per dare quella “botta di immagine”, oggi la boxe italiana deve ripescare un uomo di 44 anni, due volte argento olimpico e due volte campione del mondo tra i dilettanti. Ma anche volto celebre della tv, protagonisti di tanti reality: da La Talpa all’Isola dei Famosi, passando per il Grande Fratello VIP.
Il ritorno nasce da una proposta di TAF (The Art of Fighting di Edoardo Germani) e dalle sensazioni ritrovate allenandosi ad Assisi, dove Russo è direttore tecnico della Nazionale. “Sono con la Nazionale ad Assisi. Senza sottrarre tempo ed energia ai ragazzi, quando ho finito con loro mi alleno. Allenandomi, mi sono reso conto che non avevo la sensazione di essere rimasto fermo cinque anni, ma quattro o cinque mesi. Come una sosta dopo una gara importante. Quindi mi sono detto: ‘Ci si può riprovare'”. Dopo una carriera durata trent’anni e quattro Olimpiadi, aveva avuto bisogno di staccare: “Sono andato avanti più che ho potuto, raschiando il fondo del barile, fino a 39 anni e mezzo. Ma in quel momento ero saturo e volevo staccare completamente. Per un anno e mezzo in palestra non ci sono proprio entrato”.
Dal 2023, con il ruolo da allenatore, la passione si è riaccesa. Ora arriva il passaggio al professionismo, con orizzonti necessariamente brevi. “Vincere non mi cambia la vita e perdere neppure, è un match amichevole. Sicuramente perdere non piace a nessuno quindi si va sul ring per vincere, ma non c’è titolo in palio. Io a 44 anni potrò fare questo incontro e massimo un altro, perché a 45 anni c’è il limite. Lo faccio esclusivamente per ravvivare la mia anima“. Contro Elmaghraby, Russo punta soprattutto su ciò che l’età non gli ha tolto: “A questa domanda chiunque avrebbe risposto ‘l’esperienza‘. Certo, ho anche quella. Ma quello che reputo di avere è proprio la capacità di gestione del tempo dei round, la gestione di ogni punto del ring. Per me ogni millimetro del ring può essere fatale per l’avversario e buono per me. Molti pugili non lo capiscono e rimangono al centro del ring“.
Il 21 novembre il ritorno di Tatanka sarà prima di tutto una storia personale. Ma che uno dei principali appuntamenti mediatici della boxe italiana passi ancora dal nome di Clemente Russo dice qualcosa anche sul presente. Dai Giochi del Mediterraneo sono arrivati segnali migliori, ma tra i professionisti la svolta continua a mancare. E così, per riaccendere il pubblico, torna chi aveva già chiuso la carriera cinque anni fa.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.