Slittano ad ottobre i colloqui Israele-Libano a Roma: vertice intermedio a Washington

IL PUNTO - Avanzata Houthi nel Mar Rosso: si apre un secondo fronte con l'Iran, petrolio oltre i 100 dollari
L'offensiva dei ribelli Houthi lungo le coste dello Yemen segna un punto di svolta drammatico nella crisi mediorientale. Dopo essersi impossessati della città portuale di Mocha, le milizie sciite hanno occupato l'isola di Perim, situata esattamente all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb. La mossa rompe la tregua in vigore dal 2022, consolida il dominio Houthi sul nord del Paese e apre di fatto un secondo fronte parallelo nel conflitto con l'Iran. Le ripercussioni sui mercati finanziari ed energetici si sono giunte immediate, con il prezzo del greggio salito stabilmente sopra i 100 dollari al barile.
La tenaglia di Teheran sui "rubinetti" del greggio
La vittoria degli Houthi rappresenta un successo strategico cruciale per Teheran. Controllando direttamente o tramite proxy sia lo Stretto di Hormuz sia Bab el-Mandeb, la leadership iraniana acquisisce una capacità di coercizione senza precedenti sulle due rotte marittime fondamentali per il passaggio del petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo e i mercati occidentali.
Dal vertice BRICS in corso a New Delhi, il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha lanciato un monito esplicito, dichiarando che le pressioni statunitensi sul regime hanno raggiunto una fase critica e pericolosa. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz vede il traffico commerciale ridotto ai minimi storici, con meno di dieci navi al giorno in transito, vanificando i tentativi dell'Arabia Saudita di dirottare le proprie esportazioni via Mar Rosso.
Riad isolata: il no di Trump all'intervento diretto
La reazione dell'Arabia Saudita non è bastata a fermare l'avanzata. I raid aerei disposti da Riad su Mocha e sulle infrastrutture locali non hanno rallentato i ribelli, mentre le forze governative yemenite soffrono la mancanza di un adeguato supporto tattico da terra. Nel corso di due colloqui telefonici, il presidente Donald Trump ha comunicato al principe ereditario Mohammed bin Salman che Washington non intende intraprendere un'azione militare diretta. La Casa Bianca, con molte risorse già impegnate a Hormuz e attenta a preservare la tregua bilaterale con gli Houthi siglata nel maggio 2025, intende evitare un ulteriore coinvolgimento bellico a un mese e mezzo dalle elezioni di midterm.
Gli Stati Uniti si limiteranno a fornire condivisione di dati intelligence e supporto nell'individuazione dei bersagli. Per coordinare queste attività, l'ammiraglio Brad Cooper, alla guida del CENTCOM, si è recato in missione urgente in Arabia Saudita, dove sono operativi tra i cento e i duecento consiglieri militari americani. Riad si ritrova così sostanzialmente sola, dal momento che anche le alleanze regionali recentemente strutturate, tra cui il Patto della Mecca siglato con Turchia e Pakistan, non sono state attivate di fronte all'offensiva.
Diplomazia al lavoro in Oman
Unico bagliore sul piano diplomatico resta l'annuncio da parte dell'Iran di un incontro fissato per lunedì in Oman. I rappresentanti di Teheran, dell'Iraq e dei Paesi arabi del Golfo si riuniranno per negoziare la riapertura di rotte di navigazione sicure nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di allentare una morsa che rischia di paralizzare il commercio mondiale.
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