Tensioni USA-Iran: Stati Uniti informano i Paesi del Golfo su una possibile offensiva militare

Putin dà il benvenuto a Masoud Pezeshkian, vertice del Forum dei Paesi Esportatori di Gas,Mosca,27102026
Coalizione a guida saudita intercetta un missile balistico diretto a Taif
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto nelle prime ore di mercoledì un missile balistico lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen e diretto verso la città occidentale di Taif. L'episodio si inserisce nel contesto di un'intensificazione delle ostilità transfrontaliere tra il Regno e il gruppo vicino all'Iran.
Contemporaneamente, la Protezione Civile saudita aveva diramato avvisi di allerta precoce per una potenziale minaccia ostile nelle province di Gedda e Yanbu, dichiarando pochi minuti dopo che il pericolo era rientrato in entrambe le aree.
Rafael Grossi chiede all'Iran di riprendere la cooperazione e l'accesso alle strutture nucleari
Il direttore generale dell'Organismo Internazionale di Energia Atómica (OIEA), Rafael Grossi, ha esortato formalmente Teheran a riprendere la collaborazione con l'agenzia ONU per fare chiarezza sulle questioni irrisolte relative al programma nucleare e consentire le ispezioni di impianti e materiali.
Nel corso di un intervento davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Grossi ha dichiarato: «L'Iran deve collaborare con l'Organismo senza più ritardi per chiarire le questioni pendenti», richiedendo accesso e informazioni trasparenti conformemente agli obblighi giuridici internazionali del Paese.
La situazione degli impianti e le scorte di uranio
Le ispezioni dell'OIEA risultano bloccate o fortemente limitate in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele nel giugno del 2025 e alle successive tensioni nel conflitto scoppiato nel febbraio 2026. L'agenzia ha ripetutamente chiesto di poter verificare lo stato attuale degli impianti colpiti e delle scorte di uranio: prima dei raid del 2025, le stime indicavano riserve iraniane pari a circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60%.
Dal canto suo, Teheran continua a negare l'intenzione di sviluppare armi nucleari, rivendicando la legittimità di un programma civile. Durante la stessa sessione ONU, il rappresentante iraniano Amir Saeid Iravani ha duramente criticato il Consiglio di Sicurezza, denunciando un "doppio standard" e definendo le pressioni sulla non proliferazione uno strumento geopolitico a favore dei Paesi aggressori.
Trump da Corpus Christi difende l'attacco all'Iran: "È una delle cose più grandi che abbia mai fatto"
Nel corso di un comizio a Corpus Christi, in Texas, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a parlare delle decisioni strategiche del suo mandato, ribadendo con fermezza la bontà delle azioni militari intraprese contro Teheran.
Rispondendo a una domanda sul passato, Trump ha dichiarato: «Qualcuno mi ha chiesto: "Se dovessi rifarlo, attaccheresti l'Iran?" Ho risposto: "Assolutamente sì. È una delle cose più grandi che abbia mai fatto"».
Iran, l’Aiea: non possiamo fare verifiche sui 440 kg di uranio arricchito
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) afferma di non avere ancora ripreso le normali attività ispettive in Iran e di non essere in grado di verificare il materiale nucleare precedentemente dichiarato, compresi 440 chilogrammi di uranio altamente arricchito.
Il direttore generale Rafael Grossi ha chiesto al regime degli ayatollah di fornire le informazioni e garantire l’accesso necessario, sottolineando che “solo la diplomazia accompagnata da verifiche può impedire la proliferazione nucleare nel lungo periodo”.
Masoud Pezeshkian con Ibrahim Kalin, Teheran (Afp)
Masoud Pezeshkian con il principe Khalid bin Salman Al-Saud, Teheran (Afp)
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