Texas, uomo giustiziato con iniezione letale: prima esecuzione dopo il caso Pike

Jamaal Howard, 46enne americano, è stato condannato a morte per aver ucciso un addetto alle vendite durante una rapina nel 2000. L’esecuzione è avvenuta nel penitenziario statale di Huntsville sotto gli occhi di alcuni parenti della vittima uccisa 26 anni fa da Howard. A loro, che hanno assistito alla somministrazione letale, si è rivolto il condannato nelle sue ultime parole: “Spero che un giorno possiate imparare a perdonarmi"
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È morto dopo un’iniezione letale Jamaal Howard, giustiziato in Texas per un omicidio commesso nel 2000. L’uomo, americano di 46 anni, è il trentesimo detenuto condannato alla pena capitale negli Stati Uniti solo nel 2026 ed è il primo dopo lo scoppio del caso Pike, sopravvissuta alla somministrazione di due dosi letali in Tennessee e quindi trasportata d’urgenza in ospedale. Jamaal Howard, già in carcere da molti anni, era stato condannato a morte per aver ucciso un addetto alle vendite durante una rapina avvenuta nello Stato americano 26 anni fa. L'uomo è stato dichiarato morto dopo la somministrazione di una dose letale di pentobarbital nel penitenziario statale di Huntsville.
Le ultime parole
"Spero che accettiate le mie scuse e spero nel vostro perdono". Sono queste le ultime parole di Jamaal Howard al quale, prima di ricevere l’iniezione letale, il direttore del carcere ha chiesto se avesse un'ultima dichiarazione da rilasciare. Il pensiero del condannato è andato ad alcuni familiari della vittima, presenti nel penitenziario per assistere all’esecuzione attraverso una vetrata a pochi metri dalla camera della morte. "Mi dispiace per quanto accaduto. Spero che un giorno possiate imparare a perdonarmi", ha aggiunto Howard, ringraziando anche i propri amici e familiari e dicendo di amarli. L’uomo, prima di morire, ha detto di essere "sereno e pronto a trovare la pace e il Signore. Godetevi la vita e pace a voi tutti".
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Il caso Pike
L’esecuzione di Jamaal Howard arriva a due giorni dal risveglio in ospedale, dopo giorni in condizioni gravissime, di Christa Pike. Attorno alla donna e al tentativo più volte fallito di giustiziarla con iniezione letale si è creato un caso che è andato ben oltre i confini del Tennessee. Christa Pike, 50 anni, condannata a morte per un omicidio commesso da adolescente, è sopravvissuta a due dosi del farmaco pentobarbital e trasportata d'urgenza in ospedale. La donna, ricoverata dalla sera del 30 settembre in un ospedale di Nashville, inizialmente era in condizioni critiche, priva di sensi e attaccata a un respiratore. Il 6 ottobre Pike si è svegliata anche se, come sottolineato dai suoi legali, i tempi di ripresa saranno lunghi. Intanto la donna, cosciente e in grado di parlare, è stata ammanettata per le caviglie al suo letto d’ospedale.
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